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	<title>Giovani Comunisti/e - Enna</title>
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		<title>Giovani Comunisti/e - Enna</title>
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		<title>Val di Susa, l&#8217;amministratore ex dc che ora vince assieme ai «No tav»</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sandro Plano Neo-presidente della Comunità Montana
di Maurizio Pagliassotti su Liberazione del 20/11/2009
Sandro Plano quattro anni fa, di questi tempi, girava nel presidio di Venaus, quello che poi venne sgomberato dalle truppe di Berlusconi e Pisanu. Era sindaco di Susa e la sua era una posizione scomoda. Ex dc, ex amministratore Sitaf (l&#8217;autostrada Torino Bardonecchia fonte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1872&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><strong>Sandro Plano Neo-presidente della Comunità Montana</strong></em></p>
<p><em>di Maurizio Pagliassotti su Liberazione del 20/11/2009</em><br />
Sandro Plano quattro anni fa, di questi tempi, girava nel presidio di Venaus, quello che poi venne sgomberato dalle truppe di Berlusconi e Pisanu. Era sindaco di Susa e la sua era una posizione scomoda. Ex dc, ex amministratore Sitaf (l&#8217;autostrada Torino Bardonecchia fonte di infinite incazzature in valle Susa). Sanguigno, poco propenso all&#8217;accomodare le discussioni, più volte è stato visto mandarsi, reciprocamente e con gran gusto, a quel paese con i leader del movimento Notav, soprattutto con Alberto Perino, matador di valle. Tutto in dialetto, ruspante.<br />
Poi è passato il tempo: c&#8217;è stato Prodi, Virano con il suo Osservatorio Tecnico, Ferrentino ha perso il posto di presidente della comunità montana ed è finito in Provincia, il movimento si è &#8220;acquattato&#8221; nei boschi. Perfino le bandiere che tappezzavano le due statali sono diventate lise. Così, per chi nella valle Susa non vive tutto sembrava pronto per fare il bucone nella montagna. Sandro Plano era stato annusato a Torino, ma anche a Roma, come l&#8217;uomo della svolta del Pd. <span id="more-1872"></span><br />
Nel suo partito gli hanno detto più o meno così: per diventare presidente della Comunità montana fai un bell&#8217;accordo con chi è favorevole alla Tav. Tutti dentro, un&#8217;ammucchiata che facesse da apripista ad accordi magari più ampi, vedi regione e poi governo post Berlusconi. Lui ha fatto l&#8217;opposto e per vincere, anzi stravincere, le elezioni si è accordato con liste Notav e la sinistra, Rifondazione compresa. Il tutto su una piattaforma duramente anti treno. Catastrofe. Strali da tutto il Pd, Chiamparino infuriato, Roma che domanda chi sia quel pazzo montanaro. Due giorni fa, Plano, il dc, rincara la dose: chiede ai tecnici dell&#8217;osservatorio che rappresentano la comunità montana di ritirarsi. Travaso di bile di Virano e del solito Chiamparino. L&#8217;uomo è diventato una mina vagante, la stampa locale lo attacca: alto tradimento, amico degli estremisti, scrive le lettere su carta intestata dell&#8217;ente senza esserne ancora ufficialmente a capo. Meschinità di chi non si rende conto che Plano semplicemente non ha cambiato idea sull&#8217;alta velocità. Nè sulla questione alleanze di governo. Liberazione lo ha raggiunto ieri al telefono.</p>
<p>Presidente Plano, lei sa che la sua carriera politica è ormai stroncata, vero?<br />
(Ride) Sì lo so. Mi trovo nel centro di un ciclone che non mi aspettavo (impossibile, ndr)&#8230; La cosa buffa è che sono stato accusato di aver fatto alleanze per una questione di poltrone. Purtroppo questa situazione locale è strumentalizzata dalla destra che così nasconde le sue difficoltà.</p>
<p>Scusi Plano ma non è proprio una questione locale&#8230; ne sta parlando tutta Italia, si tratta delle prossime elezioni regionali.<br />
Concordo. Ma la questione delle alleanze deve essere discussa sulla base di accordi programmatici e non su pregiudiziali ideologiche.</p>
<p>Plano, lei ha fatto un&#8217;alleanza con la sinistra radicale, ed ha pure vinto.<br />
Questo territorio e questo risultato dimostrano che sono possibili mediazioni all&#8217;interno del centro sinistra. Dimostra che le alleanze si fanno fra simili non tra chi capita. Dimostra che l&#8217;esperienza dell&#8217;Ulivo e del Governo Prodi è un punto di partenza apprezzato dall&#8217;elettorato di centro sinistra e con il quale si può tornare a vincere. Io arrivo dalla scuola dc e sono convinto che le mediazioni siano l&#8217;unico strumento per la gestione politica di un territorio.</p>
<p>Comprese quelle con i reietti della sinistra radicale?<br />
Compresi voi.</p>
<p>Compresa l&#8217;Udc?<br />
Penso che per vincere le elezioni regionali si debba partire dalla base attuale (Prc compreso, ndr) e vedere se si può allargare l&#8217;accordo anche all&#8217;Udc.</p>
<p>Mi dica qualcosa sulla questione Tav. Tra pochi giorni inizieranno a bucare in valle&#8230;.<br />
Ho sempre avuto delle fortissime perplessità sull&#8217;utilità della Tav. Oggi come cinque anni fa credo che i denari pubblici possano essere allocati molto meglio. Anzi, soprattutto oggi, con questa situazione economica l&#8217;infrastruttura Tav non rientra tra gli interessi prioritari del paese.</p>
<p>E&#8217; contrario al tunnel di base o all&#8217;alta Velocità?<br />
Sono la stessa cosa&#8230;</p>
<p>Perché ha ritirato i tecnici dall&#8217;Osservatorio?<br />
Io mi sono insediato oggi ed il loro mandato era scoperto. Ho chiesto ai tecnici un passo indietro per rispettare la volontà del consiglio che sulla questione Tav non si è ancora espresso. E&#8217; in corso un processo di mediazione proficuo su una faccenda molto spinosa. L&#8217;accelerazione che è in corso, voluta dal Governo, potrebbe portare ad un incremento dello scontro sociale. Io come amministratore non lo ritengo accettabile. E&#8217; indispensabile riannodare il dialogo che si era formato, non andare allo scontro.</p>
Posted in rassegna stampa, segnalazioni Tagged: Liberazione, No TAV, PD, Piemonte, Sandro Plano, Torino, Val Susa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1872/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1872/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1872/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1872/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1872/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1872/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1872/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1872/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1872/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1872/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1872&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>RIFONDAZIONE COMUNISTA ENNA CRITICA CON FORZA LA RECENTE NOTIZIA DI NON STATALIZZAZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; KORE DI ENNA</title>
		<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/11/18/rifondazione-comunista-enna-critica-con-forza-la-recente-notizia-di-non-statalizzazione-delluniversita-kore-di-enna/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 12:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carmelo Albanese, Coordinamento nazionale Giovani Comunisti/e
Che i massimi dirigenti della Kore non abbiano mai aspirato a far diventare l&#8217;università ennese statale è sempre stato chiaro.Nonostante tutto ancora, il pur traballante sistema statale universitario si qualifica tale per il controllo “pubblico” sul terreno accademico ed economico-finanziario degli atenei, funzione questa poi espletata in diverse forme, ad [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1870&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Carmelo Albanese, Coordinamento nazionale Giovani Comunisti/e</em></p>
<p>Che i massimi dirigenti della Kore non abbiano mai aspirato a far diventare l&#8217;università ennese statale è sempre stato chiaro.Nonostante tutto ancora, il pur traballante sistema statale universitario si qualifica tale per il controllo “pubblico” sul terreno accademico ed economico-finanziario degli atenei, funzione questa poi espletata in diverse forme, ad esempio garantendo il controllo democratico sulle decisioni delle strutture universitarie da parte delle componenti (studenti, docenti, ricercatori) che quel mondo rappresentano, o pianificando un sistema di tasse su base reddituale tale da permettere tendenzialmente a tutti gli studenti l&#8217;accesso alla formazione, così come dallo spirito dell&#8217;articolo 3 della nostra Costituzione.<span id="more-1870"></span></p>
<p>Tutte cose, lo sappiamo, che per i nostri rappresentano lacci e laccioli difficilmente sopportabili in quanto limiterebbero le magnifiche sorti e progressive del rinomato ateneo. D&#8217;altronde, a questa proclamata ambizione non ci credeva nessuno nemmeno al tempo dell&#8217;ormai epica battaglia autostradale, con tanto di deputato alla testa degli insorti, allorché, nello schema del “vorrei ma non posso”, veniva utilizzata l&#8217;argomentazione che l&#8217;allora riforma Moratti impediva la costituzione di nuovi atenei statali per un limitato numero di anni e che dunque, fino a quel giorno, si sarebbe dovuta seguire la strada che poi venne effettivamente intrapresa.<br />
La certezza che l&#8217;ateneo ennese resterà quel che è ci viene oggi chiaramente data niente poco di meno che dal Consiglio d&#8217;Amministrazione di questo, che intervenendo sul tema della costituzione del quarto polo universitario siciliano, assieme ai distaccamenti di Siracusa e Ragusa, in una nota sostiene che “l&#8217;Università Kore di Enna non intende partecipare ad alcuna forma istituzionale che ricalchi modelli universitari vecchi e statalisti” e che il proprio modello innovativo “corrisponde ampiamente al progetto di governance degli atenei proposto dal ministro Gelmini” (<a href="http://www.ennanotizie.info">www.ennanotizie.info</a> del 15/11/2009). Storicamente, le rivendicazioni anticentraliste hanno sempre nascosto il tentativo di sparute èlites di garantirsi privilegi senza ingombri, e in effetti, la dichiarazione del presidente del Consorzio universitario ibleo (già parlamentare di Forza Italia), che fa eco a quella dell&#8217;organismo ennese, sembra alludere proprio a questo. Costui, infatti, sogna un mondo, per l&#8217;università “de noi antri”, in cui lo Stato abbia un ruolo notarile e di semplice elargitore di denaro, sostenendo che questo “si limiterà ad assicurare la validità del titolo di studio rilasciato e metterà a disposizione le risorse del Fondo nazionale di funzionamento dell&#8217;università per pagare i docenti” (ibidem). In questo lucido schema, sarebbe da capire a cosa dovrebbero servire le rette da migliaia di euro che ad oggi versano gli studenti, se dalle spese dell&#8217;ateneo-fondazione venisse decurtato questo ingente capitolo. Da oltre un anno la contro-riforma del Ministro Gemini viene fortemente contestata in tutte le piazze d&#8217;Italia e, non di rado, mi sono trovato a fianco in queste manifestazioni tanti iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico. Sarebbe curioso, a questo punto, sapere cosa pensano di tali innovativi progetti i dirigenti locali di questo partito e del suo gruppo giovanile, così come pure l&#8217;Associazione Campus, che di quello è di fatto la succursale, così solerte, normalmente, ad intervenire sulle più disparate questioni. Certo, forse sbaglio io, su queste vicende la politica non dovrebbe entrarci; a ricordarmelo è lo stesso sito internet della Kore che nella sezione “breve storia” spiega che proprio la formula giuridica della fondazione venne scelta a suo tempo proprio allo scopo di garantire “la piena indipendenza dalla politica locale, requisito indispensabile per il funzionamento di un ateneo”. Non c&#8217;è, infatti, una porta girevole tra il palazzo della politica locale e quello dell&#8217;università: non è vero che fino a qualche anno fa il Consiglio d&#8217;Amministrazione della Kore era composto dalla deputazione provinciale, bi-partisan; non è vero che l&#8217;attuale presidente dell&#8217;università lo è stato anche della Provincia regionale; non è vero che il Rettore ha una lunga e brillante carriera politica alle spalle, avendo pure ricoperto l&#8217;incarico di Ministro della difesa; non è vero che l&#8217;attuale vicesindaco del comune di Enna è anche presidente del Consorzio Ennese Universitario(&#8230;.) Si, è vero, forse sbaglio io, ma mi si perdonerà, io sono comunista.</p>
Posted in Documenti PRC, Giovani Comunisti Tagged: Cataldo Salerno, Enna, Gelmini, Kore, università <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1870/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1870/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1870/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1870/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1870/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1870/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1870/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1870/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1870/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1870/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1870&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Viaggi clandestini a Cuba per cure mediche</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 00:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I pazienti che cercano di sottoporsi a trattamenti che non sono disponibili nel vostro paese, vengono regolarmente all’ Isola attraverso paesi terzi.
L’Avana. Medici cubani hanno rivelato che i pazienti americani affollano l’ Isola clandestinamente per essere trattati per vari disturbi o per ottenere un secondo parere medico, nonostante l’embargo economico che è stato sottoposto al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1867&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I pazienti che cercano di sottoporsi a trattamenti che non sono disponibili nel vostro paese, vengono regolarmente all’ Isola attraverso paesi terzi.</p>
<p>L’Avana. Medici cubani hanno rivelato che i pazienti americani affollano l’ Isola clandestinamente per essere trattati per vari disturbi o per ottenere un secondo parere medico, nonostante l’embargo economico che è stato sottoposto al paese dei Caraibi per mezzo secolo.<span id="more-1867"></span></p>
<p>“I pazienti cercano di sottoporsi a trattamenti che non sono disponibili nel vostro paese, con molte difficoltà”, ha detto il direttore dell’Istituto di Ematologia e Immunologia, Cuba, José Manuel Ballester Sabato.</p>
<p>Secondo il vice direttore di ricerca dell’Istituto di Oncologia e Radiobiologia, Lazaro Anasagasti, citato da Cubadebate, i pazienti americani spesso arrivano a Cuba attraverso paesi terzi.</p>
<p>Il loro obiettivo, ha detto, è quello di ottenere un secondo parere medico o di sottoporsi a trattamento con farmaci cubani che non sono venduti negli Stati Uniti a causa del blocco. Questi farmaci contengono un anti-cancro della pelle per pazienti che non hanno altre opzioni terapeutiche, con possibilità di arrivare fino al 50 per cento di guarigione totale. E per la preparazione anche un altro anticorpo che ha provocato un miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da cancro al polmone.</p>
<p>Come Washington vieta ai suoi cittadini di recarsi a Cuba come regola generale, con rischio se lo fanno senza un permesso speciale, così Ballester Anasagasti ha rifiutato di fornire i dati sul numero di pazienti degli Stati Uniti trattati  a Cuba.</p>
<p>Cuba stima che il blocco che il presidente Barack Obama ha detto che non sarà revocato per il momento, ha finora causato la perdita di oltre 96 miliardi di dollari o 236 miliardi calcolati a prezzi correnti per la moneta americana.</p>
<p>La relazione di Cubadebate è stata pubblicata in un momento in cui Cuba ha intensificato la sua campagna sulle conseguenze del blocco di Washington del comitato scientifico e dei settori della salute dell ‘isola e di settori quali l’agricoltura, l’economia, il commercio, la cultura e lo sport.</p>
<p>La campagna per gli effetti negativi delle sanzioni degli Stati Uniti avviene prima del 28 ottobre in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite si riunirà per la votazione di un progetto di risoluzione su Cuba per chiedere il ritiro di tali misure.</p>
<p>da La Jornada</p>
Posted in Esteri, rassegna stampa, segnalazioni Tagged: Cuba, Fidel, Obama, sanità, USA <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1867/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1867&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Non vogliamo essere deportati&#8221;: Lettera a Napolitano dalla tendopoli</title>
		<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/11/14/non-vogliamo-essere-deportati-lettera-a-napolitano-dalla-tendopoli/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A otto mesi dal sisma, mille aquilani vivono ancora nelle tende tra gravi disagi
Sono quelli che, per svariati motivi, non vogliono o non possono allontanarsi
Hanno rifiutato il trasferimento negli alberghi sulla costa
&#8220;La Protezione Civile ci fa pressione e ci rende la vita più difficile&#8221;
di GIUSEPPE CAPORALE su Repubblica.it del 14 novembre 2009
 L&#8217;AQUILA &#8211; Sono ancora mille [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1861&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>A otto mesi dal sisma, mille aquilani vivono ancora nelle tende tra gravi disagi<br />
Sono quelli che, per svariati motivi, non vogliono o non possono allontanarsi</strong></p>
<p>Hanno rifiutato il trasferimento negli alberghi sulla costa<br />
&#8220;La Protezione Civile ci fa pressione e ci rende la vita più difficile&#8221;</p>
<p><em>di GIUSEPPE CAPORALE su Repubblica.it del 14 novembre 2009</em><!-- fine DATA --></p>
<p> L&#8217;AQUILA &#8211; Sono ancora mille gli aquilani che vivono nelle tendopoli nella città terremotata e nei dintorni. Mille che attendono ancora una sistemazione provvisoria, che arriverà, assicura la Protezione Civile entro il 31 dicembre. L&#8217;alternativa è seguire l&#8217;esempio di altri ottomila aquilani che hanno scelto di vivere &#8220;temporaneamente&#8221; negli alberghi della costa.<br />
Ma mille aquilani, invece, vogliono rimanere nella loro città e resistono.<span id="more-1861"></span></p>
<p>Per questo hanno scritto una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (firmata &#8220;gli sfollati delle tendopoli aquilane&#8221;) sottoscritta anche da tutti i comitati cittadini del capoluogo terremotato. Un appello accorato per denunciare di essere stati &#8220;abbandonati dalla Protezione Civile&#8221;. Ecco di seguito il testo:</p>
<p>&#8220;Caro Presidente Napolitano,<br />
nella Sua recente visita nella nostra Terra sottolineò la fiducia riposta nelle istituzioni dalla nostra popolazione.<br />
E si, di fiducia ne abbiamo avuta tanta, nelle amministrazioni centrali e locali. Abbiamo vissuto mesi nelle tende per non abbandonare la nostra Terra perché ognuno di noi aveva ed ha i suoi buoni motivi per restare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo per questo sopportato mesi di vita nelle tende, invece che in moduli provvisori come si era sempre fatto per gli altri terremoti, avendo fiducia nella promessa &#8220;a settembre un tetto per tutti&#8221;.<br />
Settembre è passato da un pezzo, siamo entrati nell&#8217;ottavo (!) mese di tenda, le promesse non sono state mantenute e la temperatura, come la fiducia, inevitabilmente scende sotto-zero&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci viene proposto di trasferirci in alberghi lontani dalla nostra città. Chi non è stato evidentemente capace di gestire l&#8217;emergenza, ora vorrebbe che dopo otto mesi abbandonassimo il nostro territorio. Se non una casa, chiediamo quanto meno una soluzione per restare qui e non morire di freddo. Lo chiediamo da maggio. Ci viene risposto che i tempi non permettono soluzioni tempestive&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dopo otto mesi! Dopo aver constatato che le Istituzioni, quando vogliono, possono procedere con la massima urgenza e rapidità: in occasione del G8 vennero di fatto costruite strade e un aeroporto in men che non si dica. Le situazioni di emergenze vanno affrontante con sforzi eccezionali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono, caro Presidente, in una situazione di emergenza centinaia di persone, molte delle quali anziane, costrette a dormire in tenda a zero gradi? E&#8217; una situazione tollerabile in un Paese civile a otto mesi dal sisma?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Al nostro rifiuto di &#8220;farci deportare&#8221; la Protezione Civile sta rispondendo con ricatti pratici e pressioni psicologiche: minaccia di staccare la corrente elettrica, toglie i servizi di assis tenza essenziali, abbassa paurosamente la qualità del cibo, praticamente immangiabile. Le visite delle forze dell&#8217;ordine si fanno sempre più frequenti. Tenta insomma di renderci la vita ancora più impossibile, come se questa fosse vita &#8230; Quale fiducia dobbiamo riporre in queste Istituzioni? In chi ci ha per mesi ingannato ed ora ci minaccia? Perché dei cittadini che chiedono il minimo per la sopravvivenza debbono essere percepiti dalle Istituzioni come un problema da eliminare?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma, come si dice, la speranza è l&#8217;ultima a morire. Per questo ci rivolgiamo a Lei, la più alta Istituzione, perché si diano risposte al nostro problema. La soluzione è semplice, a portata di mano e, soprattutto, immediata: moduli removibili, container, qualsiasi cosa ci faccia uscire dalle tende e rimanere nella nostra Terra. E&#8217; chiedere troppo alle Istituzioni l&#8217;installazione in pochi giorni di qualche decina di soluzioni abitative temporanee?&#8221;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; la nostra ultima speranza, il nostro ultimo tentativo. Se anche questo risulterà vano, la inviteremo nelle tende dove le riconsegneremo le nostre schede elettorali. In una democrazia che nega i bisogni fondamentali che senso ha andare a votare?&#8221;.</p>
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		<title>17 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE STUDENTESCO: AD ENNA CONCENTRAMENTO ALLE ORE 9,00 PRESSO IL CASTELLO DI LOMBARDIA</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:50:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 17 novembre si terranno nelle principali piazze italiane le manifestazioni degli studenti e delle studentesse contro le politiche del Governo nel settore istruzione, università e ricerca. Ad Enna il concentramento è previsto alle ore 9,00 presso il Castello di Lombardia, alle 10 la partenza del corteo, poi si terrà un sit-in sotto la sede [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1854&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il <strong>17 novembre</strong> si terranno nelle principali piazze italiane le manifestazioni degli studenti e delle studentesse contro le politiche del Governo nel settore istruzione, università e ricerca. <strong>Ad Enna il concentramento è previsto alle ore 9,00 presso il Castello di Lombardia, alle 10 la partenza del corteo, poi si terrà un sit-in sotto la sede della giunta provinciale e dalle 13,00 alla mezzanotte in piazzetta Belvedere musica e aggragazione</strong>. Di seguito il testo del volantino che i/le Giovani Comunisti/e distribuiranno durante la manifestazione.<span id="more-1854"></span></p>
<p>STUDENTI: RIPRENDIAMOCI IL FUTURO</p>
<p>La Scuola e l’Università stanno subendo un fortissimo attacco da parte del Governo: nessuna risorsa per l’edilizia scolastica a scapito della sicurezza di studenti e lavoratori della scuola; ridimensionamento di fatto del ruolo dei Rappresentanti di Istituto; nessun intervento migliorativo nell’ambito della didattica. L’unica cosa di cui è capace questo Governo è l’utilizzo strumentale del crocifisso per battaglie ideologiche minoritarie e reazionarie, nessuna difesa invece per i tanti lavoratori precari del settore istruzione che il taglio di risorse del duo Tremonti-Gelmini mette alla porta.<br />
Occorrerebbe invece una legge nazionale per il diritto allo studio, una vera e propria rivoluzione del sistema di welfare (con agevolazioni per i trasporti, libri in comodato d’uso, mense, agevolazioni per la fruizione di cinema, teatri etc.) per dare migliori possibilità a tutti gli studenti.<br />
L’Università non naviga in acque migliori: imposizione dei privati nei CdA, rappresentanze studentesche private di funzione, tagli a borse di studio e servizi accessori e aumento delle tasse, blocco sostanziale della ricerca con un’ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro e con la sottrazione dei ricercatori dal loro ruolo spostandoli alla didattica, una scelta gravissima quest’ultima: un Paese senza ricerca infatti è un Paese senza futuro.<br />
Nel bel mezzo di questa crisi, crisi economica ma anche crisi di legalità e giustizia gli studenti e le studentesse di tutt’Italia scendono in piazza solidali con le lotte di docenti, ricercatori e personale della scuola per chiedere:<br />
- Una Scuola ed un’Università di massa ma che sappia e debba premiare il merito;<br />
- Una Scuola ed un’Università su cui non gravi ogni anno la scure dei tagli;<br />
- Una ricerca libera da ogni condizionamento del mercato e dalle clientele;<br />
- Forti investimenti nell’edilizia scolastica;<br />
- Garanzie occupazionali per tutti gli operatori del settore, perché colpendo loro si colpisce anche noi: la nostra formazione culturale, il nostro avvenire.</p>
<p>Scendere in piazza dunque oggi ma non solo: occorre studiare, conoscere, informarsi, sapere tutto ciò che fa il Governo e che la televisione presenta quando va bene in maniera edulcorata quando non falsa. Occorre tornare a vedersi, ad incontrarsi a dibattere perché questa mobilitazione nazionale non resti isolata ma sia un tassello del nostro diventare cittadini consapevoli.</p>
<p> Giovani Comunisti/e, Partito della Rifondazione Comunista. Siamo ad Enna in via Regione Siciliana n. 4 (dietro il Tribunale). Per contatti: <a href="mailto:prc_enna@yahoo.it">prc_enna@yahoo.it</a> &#8211; <a href="mailto:gcenna@virgilio.it">gcenna@virgilio.it</a><br />
                                    <a href="http://www.prcenna.it">www.prcenna.it</a>                    <a href="http://www.gcenna.wordpress.com">www.gcenna.wordpress.com</a></p>
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		<title>La Sintesi di Biani&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:28:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="biani13" src="http://farm3.static.flickr.com/2471/4096079469_b42f9bdabb_o.gif" alt="" width="600" height="622" /></p>
Posted in segnalazioni Tagged: Afganistan, Iraq, Mauro Biani, missioni internazionali <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1850/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1850&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Val Susa, un presidente per fermare il super-treno</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:54:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunità montana, eletto Sandro Plano voluto dai No Tav insieme agli amministratori Pd della vallata 
 
Gemma Contin su Liberazione del 10/11/2009
In Val di Susa ha vinto il partito No Tav, con l&#8217;elezione di Sandro Plano a presidente della comunità montana, ed è subito bagarre alla piemontese: di quelle che scombinano le carte del potere sia sul [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1846&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Comunità montana, eletto Sandro Plano voluto dai No Tav insieme agli amministratori Pd della vallata <br />
</strong> <br />
<em>Gemma Contin su Liberazione del 10/11/2009</em><br />
In Val di Susa ha vinto il partito No Tav, con l&#8217;elezione di Sandro Plano a presidente della comunità montana, ed è subito bagarre alla piemontese: di quelle che scombinano le carte del potere sia sul fronte democratico, con la presidente del Piemonte Mercedes Bresso e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino &#8211; strenui sostenitori dell&#8217;alta velocità &#8211; che adesso si ritrovano col fiato corto; sia sul fronte leghista, con i sindaci e gli amministratori della fronda bossiana del Pdl che hanno sostenuto Plano assieme ai comitati No Tav e a 21 sindaci delle valli.<span id="more-1846"></span><br />
«Sandro Plano, eletto ieri presidente della nuova Comunità Val Susa e Val Sangone, è un ottimo amministratore &#8211; ha commentato il deputato del Pd Giorgio Merlo &#8211; però non c&#8217;è dubbio che adesso si complica il cammino della Torino-Lione. Il compito del centrosinistra, e del Pd in particolare, è di lavorare per far sì che quel progetto ora non venga bruscamente interrotto».<br />
Come in fotocopia arriva il commento del Pdl, che con Osvaldo Napoli fa sapere: «L&#8217;elezione di Plano è il frutto avvelenato di una sinistra priva di un orizzonte strategico in tema di sviluppo e di rilancio dell&#8217;economia».<br />
Per il consigliere regionale di Rifondazione comunista Juri Bossuto, invece, «il voto ha premiato la nostra linea basata sul coraggio e la moralità politica ed è stato importante per tutti coloro che si schierano sul fronte critico riguardante la Tav. La vittoria della lista formata dal Pd e dalle liste civiche No-Tav è un risultato che non si potrà ignorare e con cui dovranno confrontarsi i tanti fautori, privati e politici, della linea ad Alta Capacita. Da domani chi si assumerà la responsabilità di avviare i carotaggi, premessa del nuovo progetto della Torino-Lione, dovrà porsi in un contesto in cui le compensazioni e le promesse non hanno sgretolato il fronte No-Tav».<br />
Sta di fatto che l&#8217;elezione del neopresidente Sandro Plano, assessore di Venaus, che ha ottenuto 315 consensi contro i 275 avuti dal sindaco di centrodestra di Claviére Franco Capra, rischia di mettere in difficoltà i partiti nazionali Pd e Pdl e chi, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, è tra i fautori dell&#8217;alta velocità, senza tenere in alcuna considerazione il giudizio e la volontà degli abitanti valligiani che da anni si battono contro il progetto e contestano le scelte nazionali ed europee sulla localizzazione del tracciato della Torino-Lione, con il carico di trafori e di sventramenti che ne deriverebbero.<br />
Le prime reazioni dei fedelissimi di Pierluigi Bersani e di Silvio Berlusconi sono alquanto scomposte. Per Gianfranco Morando, segretario piemontese del Pd, «il partito della Valle di Susa ha proposto un programma amministrativo per la Comunità Montana con cui ha battuto il centrodestra. Tuttavia questo risultato è stato raggiunto attraverso un percorso sbagliato: non condivido l&#8217;alleanza con i No Tav&#8230; Nel Pd della Valle di Susa e tra gli eletti nella Comunità Montana ci sono sulla Tav posizioni responsabili, disponibili a proseguire e concludere un confronto di merito che consenta la realizzazione dell&#8217;opera&#8230; Partiremo da qui per evitare che una consultazione amministrativa, condotta sui problemi generali dello sviluppo della Valle di Susa, si trasformi nel blocco della realizzazione di un&#8217;opera fondamentale per tutto il Piemonte».<br />
Quasi identico il commento di Enzo Ghigo, che è stato governatore del Piemonte prima di venir scalzato da Mercedes Bresso, ora senatore del Pdl: «C&#8217;è da augurarsi che l&#8217;esito delle votazioni per il nuovo vertice della comunità montana in Valle Susa non comprometta l&#8217;avvio della Tav. Il risultato del voto è stato viziato dall&#8217;adesione degli esponenti locali del Pd alla linea No-Tav&#8230; Un fatto grave che dovrebbe far seriamente riflettere i vertici regionali del Pd che affermano di essere favorevoli alla Torino-Lione&#8230; Il PdL piemontese proseguirà con determinazione nei confronti del governo e con le istituzioni locali affinché la Tav diventi realtà».<br />
Adesso la parola passa a Sandro Plano, che ha già fatto sapere che la questione dell&#8217;Alta Velocità, da tecnica, come i valligiani volevano fosse posta all&#8217;attenzione dell&#8217;Europa, si è trasformata in una rissa politica in vista delle elezioni regionali di primavera: niente a che vedere con lo sviluppo del Piemonte, né con la salvaguardia ambientale delle valli.</p>
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		<title>La destra sociale. Da Salò a Tremonti</title>
		<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/11/07/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>neurospora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[presentazione del libro &#8220;La destra sociale. Da Salò a Tremonti&#8221; di Guido Caldiron
edizioni il manifesto libri
interveto, tra gli altri, di Paolo Ferrero.
http://www.radioradicale.it/scheda/290522/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>presentazione del libro &#8220;La destra sociale. Da Salò a Tremonti&#8221; di Guido Caldiron<br />
edizioni il manifesto libri<br />
interveto, tra gli altri, di Paolo Ferrero.</p>
<p><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/290522/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti">http://www.radioradicale.it/scheda/290522/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti</a></p>
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		<title>7 novembre 1917</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 00:24:54 +0000</pubDate>
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		<title>Intervista a Jeronimo de Sousa, Segretario Generale del Partito Comunista Portoghese</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 23:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da unmondonuovo.it
1 Crisi economica e crisi del capitalismo. Come uscirne? E soprattutto: in Europa questa crisi aprirà secondo te spazi alle forze comuniste, del cambiamento e della trasformazione per una alternativa sistemica, oppure c&#8217;è il rischio di una svolta reazionaria?
 
La crisi capitalista che oggi viviamo, e che ha tutte le caratteristiche di una classica crisi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1839&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><img class="alignleft" title="sousa" src="http://farm4.static.flickr.com/3492/3808089380_cc041754e6.jpg" alt="" width="332" height="500" />da unmondonuovo.it</em></p>
<p>1 Crisi economica e crisi del capitalismo. Come uscirne? E soprattutto: in Europa questa crisi aprirà secondo te spazi alle forze comuniste, del cambiamento e della trasformazione per una alternativa sistemica, oppure c&#8217;è il rischio di una svolta reazionaria?<br />
 <br />
La crisi capitalista che oggi viviamo, e che ha tutte le caratteristiche di una classica crisi di sovrapproduzione e sottoconsumo, è l&#8217;espressione di una crisi più profonda, strutturale e sistemica, che mette in evidenza i limiti storici del capitalismo e pone all&#8217;ordine del giorno il suo superamento rivoluzionario.<br />
Una centralizzazione e concentrazione del capitale senza precedenti, e la finanziarizzazione dell&#8217;economia inaspriscono le contraddizioni e riducono di molto la base sociale di sostegno al sistema capitalista nella sua forma attuale. Sono oggettivamente interessati al superamento del capitalismo (e non solo del “neoliberismo”) oltre al proletariato, tutte le classi e ceti sociali antimonopolisti, come anche i popoli soggiogati dall&#8217;imperialismo. Ma la maturazione, a livello mondiale, delle condizioni oggettive necessarie alla trasformazione rivoluzionaria non trova, secondo noi, la corrispondenza necessaria a livello soggettivo. Nonostante gli importanti processi di trasformazione progressista e rivoluzionaria (come in America Latina), la tenace resistenza dei popoli alle aggressioni imperialiste (come in Asia Centrale) e gli importanti processi di riallineamento di forze a livello mondiale (che coinvolgono Cina, ma anche India, Brasile e altre &#8220;potenze emergenti&#8221;), pesano ancore le sconfitte del socialismo in URSS e paesi dell&#8217;Europa orientale. Inoltre, nonostante importanti segnali di ripresa, il movimento comunista e rivoluzionario si trova ancora molto indebolito.<span id="more-1839"></span><br />
Globalmente, il rapporto di forze continua ad essere favorevole all&#8217;imperialismo. Ciò non soltanto rende molto più difficile alle forze rivoluzionarie approfittare della crisi, ma c&#8217;è anche il rischio che il grande capitale e il suo potere possano approfittare della crisi (come succede adesso in Portogallo) per inasprire ancora di più l&#8217;offensiva neoliberista e colpire ancora di più le conquiste storiche dei lavoratori, per strutturare il suo sistema di potere in termini ancora più antidemocratici. Che uscita c&#8217; è dalla crisi? Tutto dipenderà, oltre che dal pericoloso gioco delle contraddizioni interimperialiste (che tendono ad inasprirsi), dall&#8217;evoluzione della lotta di classe e dalla capacità delle forze progressiste, antimperialiste e rivoluzionarie di trovare un legame con i lavoratori e popoli dei loro paesi e di imprimere un senso chiaramente antimonopolista e anticapitalista alla sua lotta. La situazione a livello mondiale è ancora di resistenza e accumulazione di forze. L&#8217;imperialismo continua all&#8217;offensiva, ripresa in seguito alle sconfitte del sistema socialista. Però, come abbiamo rilevato al nostro 18° Congresso, grandi pericoli coesistono con grandi potenzialità. La cosa più importante è avere fiducia nelle masse e nella forza decisiva della loro lotta organizzata, e insistere con fiducia per raggiungere l&#8217;obiettivo del socialismo.<br />
È con questa prospettiva che lottiamo in Portogallo. Ed è in questo quadro generale che inseriamo la situazione in Europa e la lotta che portiamo avanti contro l&#8217;Unione Europea del grande capitale e delle grandi potenze, per un&#8217;Europa di progresso, pace e cooperazione.<br />
Anche in Europa, lo sviluppo della situazione dipenderà dallo sviluppo della lotta, cominciando dalla lotta ideologica, che nel nostro continente è particolarmente acuta e sofisticata nella sua dimensione antirivoluzionaria ed anticomunista. La crisi, particolarmente con l&#8217;aumento della disoccupazione e della povertà e con l&#8217;aumento dell&#8217;ingiustizia e delle disuguaglianze sociali (che continueranno anche dopo un&#8217;eventuale uscita dalla recessione), mette in risalto l&#8217;incapacità del capitalismo a dare risposta ai problemi dei lavoratori e dei popoli. Ciò apre ovviamente spazi all&#8217;azione dei comunisti e di altre forze veramente progressiste, ma esige sempre una critica senza sosta ad una certa fraseologia &#8220;antineoliberista&#8221; e &#8220;neokeynesiana&#8221; che viene contrapposta a tutte le spinte veramente trasformatrici e rivoluzionarie, per cercare di ricondurle nel letto della nebulosa socialdemocratica. Ma la crisi genera anche sentimenti di paura ed insicurezza, che possono essere sfruttati dalle forze più reazionarie. I recenti attacchi contro diritti e libertà fondamentali e particolarmente lo sviluppo del revisionismo storico anticomunista e antisovietico, come anche l&#8217;inquietante crescita del militarismo e delle aggressioni contro paesi sovrani, sono pericoli che bisogna combattere, sia a livello dell&#8217;azione ideologica che dell&#8217;azione pratica. È il risultato di questa lotta che sarà determinante.<br />
 <br />
 <br />
2 Il processo di costruzione dell&#8217;Unione Europea sembra andare in crisi. Che ne pensi di questa affermazione? E qual è oggi il compito dei partiti comunisti e delle forze della sinistra anticapitalista in Europa? Quali le iniziative e le battaglie comuni?<br />
 <br />
Il PCP condivide l&#8217;idea secondo cui l&#8217;Unione Europea è in crisi, una crisi non soltanto economica, sociale, politica o istituzionale, ma più che altro strutturale. È una crisi inseparabile dalla stessa crisi del capitalismo, ma a cui si aggiunge qualcosa di più: il tentativo di creare un potere supernazionale imperialista che si contrappone all&#8217;identità e alla sovranità dei popoli, e che porta in sé il seme del suo stesso fallimento. L&#8217;indirizzo federalista, neoliberista e militarista che il Trattato (la &#8220;costituzione&#8221;) di Lisbona ha rinforzato potrà eventualmente affrettarlo. Il caso dell&#8217;Irlanda ha messo bene in mostra le contraddizioni e le fragilità che minano l&#8217;UE.<br />
 Il PCP è un partito patriottico ed internazionalista e il suo atteggiamento verso l&#8217;Unione Europea e la sua opinione sui compiti che hanno di fronte i partiti comunisti e altre forze di sinistra anticapitalista in Europa scaturisce dal modo in cui vediamo la dialettica dei nostri compiti nazionali e internazionali.<br />
Il nostro contributo alla lotta contro l&#8217;UE dei monopoli sarà più consistente nella misura in cui riusciremo a svolgere i nostri compiti nazionali poiché non consideriamo che l&#8217;ambito nazionale sia &#8220;superato&#8221;, anzi costituisce il fondamento più solido e lo spazio primordiale per la lotta di classe e la trasformazione sociale. Consideriamo che sono compiti prioritari quelli di rafforzare il partito, consolidare il suo carattere di classe e la sua indipendenza di classe, rafforzare il suo legame alla classe operaia e alle masse. Secondo noi, lo sviluppo della lotta popolare è il fattore determinante. Pensiamo sia fondamentale per noi contribuire all&#8217;esistenza di un forte movimento sindacale di classe, unitario e combattivo. Contemporaneamente, attribuiamo la più grande importanza al rafforzamento della cooperazione e unità nell&#8217;azione tra tutti i partiti comunisti e forze della sinistra anticapitalista, ma con salvaguardia della piena indipendenza di ciascuno e &#8211; lo diciamo con franchezza, senza pretendere di dare lezioni a nessuno &#8211; respingendo forme organizzative e strutturali ispirate dall&#8217;UE.<br />
L&#8217;azione comune nell&#8217;ambito del Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica è un aspetto della cooperazione. Ma la cooperazione tra comunisti e con i loro alleati più coerenti non può, e non deve, limitarsi all&#8217;ambito istituzionale o alle battaglie elettorali come le elezioni del 7 giugno al Parlamento Europeo. Bisogna cooperare allo sviluppo delle lotte dei lavoratori, contro l&#8217;offensiva del capitale e nella difesa dei diritti fondamentali, dei salari, degli orari di lavoro, della lotta contro la disoccupazione e il lavoro precario, contro lo smantellamento delle funzioni sociali dello Stato, per il diritto alla sanità, all&#8217;educazione, alla sicurezza sociale. La difesa delle libertà e dei diritti fondamentali e la lotta contro l&#8217;anticomunismo sono molto importanti.<br />
È vero che a volte è difficile superare la realtà di agende molto diverse nei vari paesi e concertare azioni e campagne unitarie con obiettivi concreti e comuni sentiti dalle grandi masse. Ma dobbiamo adoperarci per riuscire: nella lotta contro il &#8220;Patto di Stabilità e Crescita&#8221; e l’intento di utilizzarlo ancora una volta per scaricare sui lavoratori i costi delle iniezioni miliardarie di capitali, con cui sono stati premiati i banchieri responsabili della crisi; nella lotta contro il Trattato di Lisbona e tutto ciò che esso comporta, in senso reazionario, antidemocratico e militarista. La lotta contro il militarismo e la guerra è un compito particolarmente urgente, specificamente la lotta per la dissoluzione della NATO.<br />
 <br />
 <br />
3 Che giudizio dai delle elezioni europee e delle recenti elezioni in Portogallo e in Germania? E che giudizio dai del risultato del PCP e della CDU?<br />
 <br />
In Portogallo, le elezioni europee sono state le prime di un lungo ciclo elettorale, con le politiche il 27 settembre e le amministrative l&#8217;11 ottobre. Il PCP vi si è presentato in alleanza con il Partito Ecologico &#8220;I Verdi&#8221; in una coalizione elettorale, la Coalizione Democratica Unitaria, che ha contato anche con la partecipazione di molte migliaia di indipendenti. Il risultato più significativo delle elezioni al Parlamento Europeo è stata la clamorosa sconfitta del partito di Governo, il Partito Socialista, a causa del forte scontento generato dalla sua politica di destra. Da parte sua, la CDU ha aumentato i suoi voti e mantenuto i due deputati comunisti in un quadro di riduzione del numero di deputati assegnati al Portogallo.<br />
Non è facile fare un bilancio globale di queste elezioni in ambito europeo. Il fatto più notevole continua ad essere l&#8217;astensione, che riflette la presa di distanza del popolo da istituzioni opache e antidemocratiche. Le forze di destra e socialdemocratiche, che in alleanza hanno dominato il Parlamento Europeo e portato avanti la costruzione europea del grande capitale, continuano ad avere un&#8217;ampia maggioranza. L&#8217;estrema destra razzista e filofascista ha fatto passi in avanti. I partiti comunisti e le altre forze della sinistra anticapitalista hanno complessivamente tenuto le loro posizioni, anche se è vero che l&#8217;assenza dei comunisti italiani costituisce una perdita considerevole, e per la quale esprimiamo ai compagni di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani la solidarietà del PCP.<br />
Per ciò che concerne la Germania, tocca ai compagni del Partito della Sinistra e del DKP analizzare le elezioni politiche tedesche. È ovvio che l&#8217;SPD è stata penalizzata per i suoi servigi all&#8217;imperialismo tedesco nella coalizione con la Democrazia Cristiana di Merkel, e che il buon risultato della Linke, che salutiamo, riflette anch&#8217;esso degli spostamenti dovuti alla sterzata a destra della socialdemocrazia. Non crediamo però che si possano tirare dall&#8217;esperienza tedesca nè da nessun&#8217;altra, conclusioni di validità universale, e crediamo meno ancora all&#8217;idea, sollevata in Portogallo dal Blocco di Sinistra, che bisogna &#8220;ricomporre la sinistra&#8221; a spese dei comunisti e contro i partiti comunisti. Al contrario, pensiamo che i partiti comunisti abbiano un ruolo insostituibile e che la loro diluizione in uno spettro più ampio non può che nuocere alla lotta dei lavoratori e allo sviluppo del processo di trasformazione rivoluzionaria della società.<br />
 Per ciò che concerne le elezioni in Portogallo, consideriamo molto positivi i risultati del PCP e della CDU, sia per quello che sono, che per quello che rappresentano in quanto indirizzo positivo di consolidamento e aumento della loro forza elettorale.<br />
Bisogna tenere presente che abbiamo dovuto disputare tre elezioni in soli cinque mesi, che la nostra organizzazione ha dovuto fare grandi sforzi, che la differenza di mezzi è stata enorme e che la CDU è stata sistematicamente sminuita e discriminata dai media, che hanno gonfiato un&#8217;insopportabile bipolarizzazione tra PS e PSD (il più grande partito della destra) e che hanno favorito con sfacciataggine le forze politiche che potevano contendere il nostro spazio elettorale, come ad esempio il Blocco di Sinistra. La lotta ideologica che è stata imposta al PCP, presentato come qualcosa di &#8220;eccezionale&#8221; nel panorama politico europeo e come un &#8220;bersaglio da colpire&#8221;, è stata e continuerà ad essere molto pressante. Alle elezioni politiche, in cui abbiamo aumentato il numero di voti ed eletto un deputato in più, la CDU è stata bollata come il grande &#8220;sconfitto&#8221;. Alle amministrative, la perdita da parte della CDU della città di Beja, un municipio emblematico in cui vinceva dal 25 aprile [1974], è stata anch&#8217;essa presentata come una &#8220;sconfitta storica&#8221; omettendo il fatto che la CDU ha aumentato il numero di voti e ha perso soltanto a causa della confluenza e trasferimento di voti dalla destra sul PS. In questo contesto e nonostante i risultati meno positivi alle amministrative, valorizziamo molto i risultati raggiunti dalla CDU, che è stata e continua ad essere la grande forza della sinistra, con profonde radici nel popolo e forti posizioni nelle autonomie democratiche. Continuiamo ad avere la maggioranza in 28 municipi, abbiamo eletto più di 3500 candidati e siamo la prima forza nell&#8217;area metropolitana di Lisbona. Tutto questo in un quadro di forte bipolarizzazione.<br />
 <br />
 <br />
 <br />
4 La Socialdemocrazia è in crisi in tutta Europa. Ed anche in Portogallo ha perso la maggioranza assoluta. Che giudizio date sulla socialdemocrazia in Europa ed in Portogallo, e che rapporto avete voi con il PS?<br />
 <br />
La crisi della socialdemocrazia è il risultato della sua deriva verso la destra, deriva che si è accentuata con le sconfitte del socialismo e l&#8217;indebolimento del movimento comunista internazionale. Il suo ruolo storico nella collaborazione di classe e nella contenzione del movimento rivoluzionario è stato messo ancora più in evidenza. Praticamente tutti i partiti socialisti e socialdemocratici, particolarmente in Europa, si sono non soltanto arresi al neoliberismo, sono diventati essi stessi una colonna portante dell&#8217;imperialismo. Il fatto che all&#8217;Internazionale Socialista, per delle ragioni su cui non ci dilungheremo qui, accanto a partiti interamente servili al grande capitale, partecipino partiti e movimenti con orientamento progressista e persino antimperialista (e coi quali il PCP ha sempre avuto rapporti amichevoli), non cambia per niente questa realtà.<br />
In Portogallo, che ha vissuto una profonda rivoluzione sociale, il ruolo del PS è sempre stato quello di fare nella società capitalista tutto ciò che la stessa destra non era un grado di fare perchè gli mancava base sociale di sostegno. La storia del Dr.  Mário Soares è, in questo ambito, paradigmatica. E per quanto concerne la situazione attuale, il PS che 4 anni fa ottenne un grande sostegno elettorale per sconfiggere la destra (il partito di quello stesso Dr. Durão Barroso, che è stato appena rieletto Presidente della Commissione Europea), ha utilizzato la sua maggioranza assoluta per fare al governo la politica del grande capitale, scatenando contro i lavoratori e i loro diritti la più grande offensiva dal 25 Aprile [1974] e aumentando ancora di più la sottomissione del Portogallo ai dettami dell&#8217;Unione Europea e dell&#8217;imperialismo USA.<br />
Questa politica ha sollevato una fortissima resistenza popolare, e il PS ha subito una grande sconfitta nelle elezioni europee del 7 giugno. Anche se è riuscito ad essere il partito più votato alle politiche del 27 settembre, e José Sócrates è stato chiamato a formare il governo, ha perso la maggioranza assoluta e sarà costretto a fare un governo di minoranza.<br />
 <br />
 <br />
 <br />
5 Con la vittoria del PS inizia una nuova stagione di opposizione e lotta, per una politica di “rottura e cambiamento”. Quali sono le battaglie che intendete fare e su quali temi caratterizzerete la vostra battaglia politica nel paese?<br />
 <br />
La nostra parola d&#8217;ordine di &#8220;rottura e cambiamento&#8221; corrisponde ad un contenuto concreto di grande spessore. Esprime la convinzione profonda del PCP secondo cui i gravissimi problemi dei lavoratori, del popolo e del paese &#8211; che precedono lo scoppio della crisi capitalista ma che questa ha esacerbato &#8211; possono essere risolti soltanto tramite una rottura con i 33 anni di politiche di destra, di restauro del potere dei monopoli e dell&#8217;imperialismo e con un cambiamento patriottico e di sinistra che richiede la (ri)nazionalizzazione del settore bancario commerciale e di altri settori chiave dell&#8217;economia, con un vero rispetto per il regime specificato nella Costituzione della Repubblica (nel cui preambolo viene ancora definito come obiettivo il socialismo) che contiene tutta una piattaforma economica e sociale profondamente progressista. Nessuna circostanza ci farà abbandonare quest&#8217; obiettivo di &#8220;rottura e cambiamento&#8221;, e qualsiasi piattaforma di intesa politica dovrà partire da questa realtà. Allo stesso tempo ci battiamo per misure concrete immediate che permettano di affrontare i problemi più urgenti che si pongono ai lavoratori ed ai ceti meno abbienti della popolazione. Perciò, proprio all&#8217;apertura della nuova legislatura, il 15 ottobre scorso, il Gruppo Parlamentare del PCP ha presentato (è stato il primo a farlo) un insieme articolato di disegni di legge, così mettendo in atto quanto previsto nel suo programma elettorale.<br />
Abbiamo presentato in Parlamento disegni di legge che sono bandiere di lotta nelle strade. L&#8217;indirizzo fondamentale dell&#8217;azione del PCP è di essere laddove vivono e lottano i lavoratori e di stimolare ed appoggiare le loro lotte. Innanzitutto sui luoghi di lavoro, laddove si trova il nocciolo del conflitto capitale/lavoro. Ma anche altrove, presso le popolazioni, gli agricoltori, i pescatori, i piccoli e medi imprenditori, le donne, i giovani, i pensionati, ed altri ceti popolari. Ci sono settori professionali &#8211; come i professori e gli statali &#8211; che hanno delle rivendicazioni molto sentite e che andranno in lotta per soddisfarle. È dovere dei comunisti esserci ed agire per rafforzare le strutture unitarie del movimento popolare e innanzitutto del movimento sindacale di classe. Oggi, come ai tempi difficili che precedettero la nostra rivoluzione liberatrice del 25 Aprile 1974, &#8220;la lotta di massa è il motore della rivoluzione&#8221;. È’ da qui che partiamo verso eventuali convergenze ed alleanze politiche, che in questo momento non si intravvedono all&#8217;orizzonte ma che il PCP persegue con coerenza, purchè queste siano basate sulla rottura e il cambiamento che il paese richiede e non su una fraseologia &#8220;di sinistra&#8221; vaga e illusoria che cerca soltanto di mascherare un adeguamento allo stato di cose esistente.</p>
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