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	<title>Giovani Comunisti/e - Enna</title>
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		<title>Giovani Comunisti/e - Enna</title>
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		<title>La Sintesi di Biani&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:28:12 +0000</pubDate>
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		<title>Val Susa, un presidente per fermare il super-treno</title>
		<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/11/10/val-susa-un-presidenteper-fermare-il-super-treno/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunità montana, eletto Sandro Plano voluto dai No Tav insieme agli amministratori Pd della vallata 
 
Gemma Contin su Liberazione del 10/11/2009
In Val di Susa ha vinto il partito No Tav, con l&#8217;elezione di Sandro Plano a presidente della comunità montana, ed è subito bagarre alla piemontese: di quelle che scombinano le carte del potere sia sul [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1846&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Comunità montana, eletto Sandro Plano voluto dai No Tav insieme agli amministratori Pd della vallata <br />
</strong> <br />
<em>Gemma Contin su Liberazione del 10/11/2009</em><br />
In Val di Susa ha vinto il partito No Tav, con l&#8217;elezione di Sandro Plano a presidente della comunità montana, ed è subito bagarre alla piemontese: di quelle che scombinano le carte del potere sia sul fronte democratico, con la presidente del Piemonte Mercedes Bresso e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino &#8211; strenui sostenitori dell&#8217;alta velocità &#8211; che adesso si ritrovano col fiato corto; sia sul fronte leghista, con i sindaci e gli amministratori della fronda bossiana del Pdl che hanno sostenuto Plano assieme ai comitati No Tav e a 21 sindaci delle valli.<span id="more-1846"></span><br />
«Sandro Plano, eletto ieri presidente della nuova Comunità Val Susa e Val Sangone, è un ottimo amministratore &#8211; ha commentato il deputato del Pd Giorgio Merlo &#8211; però non c&#8217;è dubbio che adesso si complica il cammino della Torino-Lione. Il compito del centrosinistra, e del Pd in particolare, è di lavorare per far sì che quel progetto ora non venga bruscamente interrotto».<br />
Come in fotocopia arriva il commento del Pdl, che con Osvaldo Napoli fa sapere: «L&#8217;elezione di Plano è il frutto avvelenato di una sinistra priva di un orizzonte strategico in tema di sviluppo e di rilancio dell&#8217;economia».<br />
Per il consigliere regionale di Rifondazione comunista Juri Bossuto, invece, «il voto ha premiato la nostra linea basata sul coraggio e la moralità politica ed è stato importante per tutti coloro che si schierano sul fronte critico riguardante la Tav. La vittoria della lista formata dal Pd e dalle liste civiche No-Tav è un risultato che non si potrà ignorare e con cui dovranno confrontarsi i tanti fautori, privati e politici, della linea ad Alta Capacita. Da domani chi si assumerà la responsabilità di avviare i carotaggi, premessa del nuovo progetto della Torino-Lione, dovrà porsi in un contesto in cui le compensazioni e le promesse non hanno sgretolato il fronte No-Tav».<br />
Sta di fatto che l&#8217;elezione del neopresidente Sandro Plano, assessore di Venaus, che ha ottenuto 315 consensi contro i 275 avuti dal sindaco di centrodestra di Claviére Franco Capra, rischia di mettere in difficoltà i partiti nazionali Pd e Pdl e chi, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, è tra i fautori dell&#8217;alta velocità, senza tenere in alcuna considerazione il giudizio e la volontà degli abitanti valligiani che da anni si battono contro il progetto e contestano le scelte nazionali ed europee sulla localizzazione del tracciato della Torino-Lione, con il carico di trafori e di sventramenti che ne deriverebbero.<br />
Le prime reazioni dei fedelissimi di Pierluigi Bersani e di Silvio Berlusconi sono alquanto scomposte. Per Gianfranco Morando, segretario piemontese del Pd, «il partito della Valle di Susa ha proposto un programma amministrativo per la Comunità Montana con cui ha battuto il centrodestra. Tuttavia questo risultato è stato raggiunto attraverso un percorso sbagliato: non condivido l&#8217;alleanza con i No Tav&#8230; Nel Pd della Valle di Susa e tra gli eletti nella Comunità Montana ci sono sulla Tav posizioni responsabili, disponibili a proseguire e concludere un confronto di merito che consenta la realizzazione dell&#8217;opera&#8230; Partiremo da qui per evitare che una consultazione amministrativa, condotta sui problemi generali dello sviluppo della Valle di Susa, si trasformi nel blocco della realizzazione di un&#8217;opera fondamentale per tutto il Piemonte».<br />
Quasi identico il commento di Enzo Ghigo, che è stato governatore del Piemonte prima di venir scalzato da Mercedes Bresso, ora senatore del Pdl: «C&#8217;è da augurarsi che l&#8217;esito delle votazioni per il nuovo vertice della comunità montana in Valle Susa non comprometta l&#8217;avvio della Tav. Il risultato del voto è stato viziato dall&#8217;adesione degli esponenti locali del Pd alla linea No-Tav&#8230; Un fatto grave che dovrebbe far seriamente riflettere i vertici regionali del Pd che affermano di essere favorevoli alla Torino-Lione&#8230; Il PdL piemontese proseguirà con determinazione nei confronti del governo e con le istituzioni locali affinché la Tav diventi realtà».<br />
Adesso la parola passa a Sandro Plano, che ha già fatto sapere che la questione dell&#8217;Alta Velocità, da tecnica, come i valligiani volevano fosse posta all&#8217;attenzione dell&#8217;Europa, si è trasformata in una rissa politica in vista delle elezioni regionali di primavera: niente a che vedere con lo sviluppo del Piemonte, né con la salvaguardia ambientale delle valli.</p>
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		<title>La destra sociale. Da Salò a Tremonti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>neurospora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[presentazione del libro &#8220;La destra sociale. Da Salò a Tremonti&#8221; di Guido Caldiron
edizioni il manifesto libri
interveto, tra gli altri, di Paolo Ferrero.
http://www.radioradicale.it/scheda/290522/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>presentazione del libro &#8220;La destra sociale. Da Salò a Tremonti&#8221; di Guido Caldiron<br />
edizioni il manifesto libri<br />
interveto, tra gli altri, di Paolo Ferrero.</p>
<p><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/290522/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti">http://www.radioradicale.it/scheda/290522/la-destra-sociale-da-salo-a-tremonti</a></p>
<p><a href="http://gcenna.files.wordpress.com/2009/11/salotremonti.jpg"><img src="http://gcenna.files.wordpress.com/2009/11/salotremonti.jpg?w=250&#038;h=369" alt="salotremonti" title="salotremonti" width="250" height="369" class="alignnone size-full wp-image-1845" /></a></p>
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		<title>7 novembre 1917</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 00:24:54 +0000</pubDate>
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Posted in segnalazioni Tagged: ottobre rosso, rivoluzione d'ottobre, rivoluzione russa, Unione Sovietica      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1842&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gcenna.wordpress.com/2009/11/07/7-novembre-1917/"><img src="http://img.youtube.com/vi/qLcc19mt4eA/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Intervista a Jeronimo de Sousa, Segretario Generale del Partito Comunista Portoghese</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 23:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Jeronimo de Sousa]]></category>
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		<description><![CDATA[da unmondonuovo.it
1 Crisi economica e crisi del capitalismo. Come uscirne? E soprattutto: in Europa questa crisi aprirà secondo te spazi alle forze comuniste, del cambiamento e della trasformazione per una alternativa sistemica, oppure c&#8217;è il rischio di una svolta reazionaria?
 
La crisi capitalista che oggi viviamo, e che ha tutte le caratteristiche di una classica crisi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1839&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><img class="alignleft" title="sousa" src="http://farm4.static.flickr.com/3492/3808089380_cc041754e6.jpg" alt="" width="332" height="500" />da unmondonuovo.it</em></p>
<p>1 Crisi economica e crisi del capitalismo. Come uscirne? E soprattutto: in Europa questa crisi aprirà secondo te spazi alle forze comuniste, del cambiamento e della trasformazione per una alternativa sistemica, oppure c&#8217;è il rischio di una svolta reazionaria?<br />
 <br />
La crisi capitalista che oggi viviamo, e che ha tutte le caratteristiche di una classica crisi di sovrapproduzione e sottoconsumo, è l&#8217;espressione di una crisi più profonda, strutturale e sistemica, che mette in evidenza i limiti storici del capitalismo e pone all&#8217;ordine del giorno il suo superamento rivoluzionario.<br />
Una centralizzazione e concentrazione del capitale senza precedenti, e la finanziarizzazione dell&#8217;economia inaspriscono le contraddizioni e riducono di molto la base sociale di sostegno al sistema capitalista nella sua forma attuale. Sono oggettivamente interessati al superamento del capitalismo (e non solo del “neoliberismo”) oltre al proletariato, tutte le classi e ceti sociali antimonopolisti, come anche i popoli soggiogati dall&#8217;imperialismo. Ma la maturazione, a livello mondiale, delle condizioni oggettive necessarie alla trasformazione rivoluzionaria non trova, secondo noi, la corrispondenza necessaria a livello soggettivo. Nonostante gli importanti processi di trasformazione progressista e rivoluzionaria (come in America Latina), la tenace resistenza dei popoli alle aggressioni imperialiste (come in Asia Centrale) e gli importanti processi di riallineamento di forze a livello mondiale (che coinvolgono Cina, ma anche India, Brasile e altre &#8220;potenze emergenti&#8221;), pesano ancore le sconfitte del socialismo in URSS e paesi dell&#8217;Europa orientale. Inoltre, nonostante importanti segnali di ripresa, il movimento comunista e rivoluzionario si trova ancora molto indebolito.<span id="more-1839"></span><br />
Globalmente, il rapporto di forze continua ad essere favorevole all&#8217;imperialismo. Ciò non soltanto rende molto più difficile alle forze rivoluzionarie approfittare della crisi, ma c&#8217;è anche il rischio che il grande capitale e il suo potere possano approfittare della crisi (come succede adesso in Portogallo) per inasprire ancora di più l&#8217;offensiva neoliberista e colpire ancora di più le conquiste storiche dei lavoratori, per strutturare il suo sistema di potere in termini ancora più antidemocratici. Che uscita c&#8217; è dalla crisi? Tutto dipenderà, oltre che dal pericoloso gioco delle contraddizioni interimperialiste (che tendono ad inasprirsi), dall&#8217;evoluzione della lotta di classe e dalla capacità delle forze progressiste, antimperialiste e rivoluzionarie di trovare un legame con i lavoratori e popoli dei loro paesi e di imprimere un senso chiaramente antimonopolista e anticapitalista alla sua lotta. La situazione a livello mondiale è ancora di resistenza e accumulazione di forze. L&#8217;imperialismo continua all&#8217;offensiva, ripresa in seguito alle sconfitte del sistema socialista. Però, come abbiamo rilevato al nostro 18° Congresso, grandi pericoli coesistono con grandi potenzialità. La cosa più importante è avere fiducia nelle masse e nella forza decisiva della loro lotta organizzata, e insistere con fiducia per raggiungere l&#8217;obiettivo del socialismo.<br />
È con questa prospettiva che lottiamo in Portogallo. Ed è in questo quadro generale che inseriamo la situazione in Europa e la lotta che portiamo avanti contro l&#8217;Unione Europea del grande capitale e delle grandi potenze, per un&#8217;Europa di progresso, pace e cooperazione.<br />
Anche in Europa, lo sviluppo della situazione dipenderà dallo sviluppo della lotta, cominciando dalla lotta ideologica, che nel nostro continente è particolarmente acuta e sofisticata nella sua dimensione antirivoluzionaria ed anticomunista. La crisi, particolarmente con l&#8217;aumento della disoccupazione e della povertà e con l&#8217;aumento dell&#8217;ingiustizia e delle disuguaglianze sociali (che continueranno anche dopo un&#8217;eventuale uscita dalla recessione), mette in risalto l&#8217;incapacità del capitalismo a dare risposta ai problemi dei lavoratori e dei popoli. Ciò apre ovviamente spazi all&#8217;azione dei comunisti e di altre forze veramente progressiste, ma esige sempre una critica senza sosta ad una certa fraseologia &#8220;antineoliberista&#8221; e &#8220;neokeynesiana&#8221; che viene contrapposta a tutte le spinte veramente trasformatrici e rivoluzionarie, per cercare di ricondurle nel letto della nebulosa socialdemocratica. Ma la crisi genera anche sentimenti di paura ed insicurezza, che possono essere sfruttati dalle forze più reazionarie. I recenti attacchi contro diritti e libertà fondamentali e particolarmente lo sviluppo del revisionismo storico anticomunista e antisovietico, come anche l&#8217;inquietante crescita del militarismo e delle aggressioni contro paesi sovrani, sono pericoli che bisogna combattere, sia a livello dell&#8217;azione ideologica che dell&#8217;azione pratica. È il risultato di questa lotta che sarà determinante.<br />
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 <br />
2 Il processo di costruzione dell&#8217;Unione Europea sembra andare in crisi. Che ne pensi di questa affermazione? E qual è oggi il compito dei partiti comunisti e delle forze della sinistra anticapitalista in Europa? Quali le iniziative e le battaglie comuni?<br />
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Il PCP condivide l&#8217;idea secondo cui l&#8217;Unione Europea è in crisi, una crisi non soltanto economica, sociale, politica o istituzionale, ma più che altro strutturale. È una crisi inseparabile dalla stessa crisi del capitalismo, ma a cui si aggiunge qualcosa di più: il tentativo di creare un potere supernazionale imperialista che si contrappone all&#8217;identità e alla sovranità dei popoli, e che porta in sé il seme del suo stesso fallimento. L&#8217;indirizzo federalista, neoliberista e militarista che il Trattato (la &#8220;costituzione&#8221;) di Lisbona ha rinforzato potrà eventualmente affrettarlo. Il caso dell&#8217;Irlanda ha messo bene in mostra le contraddizioni e le fragilità che minano l&#8217;UE.<br />
 Il PCP è un partito patriottico ed internazionalista e il suo atteggiamento verso l&#8217;Unione Europea e la sua opinione sui compiti che hanno di fronte i partiti comunisti e altre forze di sinistra anticapitalista in Europa scaturisce dal modo in cui vediamo la dialettica dei nostri compiti nazionali e internazionali.<br />
Il nostro contributo alla lotta contro l&#8217;UE dei monopoli sarà più consistente nella misura in cui riusciremo a svolgere i nostri compiti nazionali poiché non consideriamo che l&#8217;ambito nazionale sia &#8220;superato&#8221;, anzi costituisce il fondamento più solido e lo spazio primordiale per la lotta di classe e la trasformazione sociale. Consideriamo che sono compiti prioritari quelli di rafforzare il partito, consolidare il suo carattere di classe e la sua indipendenza di classe, rafforzare il suo legame alla classe operaia e alle masse. Secondo noi, lo sviluppo della lotta popolare è il fattore determinante. Pensiamo sia fondamentale per noi contribuire all&#8217;esistenza di un forte movimento sindacale di classe, unitario e combattivo. Contemporaneamente, attribuiamo la più grande importanza al rafforzamento della cooperazione e unità nell&#8217;azione tra tutti i partiti comunisti e forze della sinistra anticapitalista, ma con salvaguardia della piena indipendenza di ciascuno e &#8211; lo diciamo con franchezza, senza pretendere di dare lezioni a nessuno &#8211; respingendo forme organizzative e strutturali ispirate dall&#8217;UE.<br />
L&#8217;azione comune nell&#8217;ambito del Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica è un aspetto della cooperazione. Ma la cooperazione tra comunisti e con i loro alleati più coerenti non può, e non deve, limitarsi all&#8217;ambito istituzionale o alle battaglie elettorali come le elezioni del 7 giugno al Parlamento Europeo. Bisogna cooperare allo sviluppo delle lotte dei lavoratori, contro l&#8217;offensiva del capitale e nella difesa dei diritti fondamentali, dei salari, degli orari di lavoro, della lotta contro la disoccupazione e il lavoro precario, contro lo smantellamento delle funzioni sociali dello Stato, per il diritto alla sanità, all&#8217;educazione, alla sicurezza sociale. La difesa delle libertà e dei diritti fondamentali e la lotta contro l&#8217;anticomunismo sono molto importanti.<br />
È vero che a volte è difficile superare la realtà di agende molto diverse nei vari paesi e concertare azioni e campagne unitarie con obiettivi concreti e comuni sentiti dalle grandi masse. Ma dobbiamo adoperarci per riuscire: nella lotta contro il &#8220;Patto di Stabilità e Crescita&#8221; e l’intento di utilizzarlo ancora una volta per scaricare sui lavoratori i costi delle iniezioni miliardarie di capitali, con cui sono stati premiati i banchieri responsabili della crisi; nella lotta contro il Trattato di Lisbona e tutto ciò che esso comporta, in senso reazionario, antidemocratico e militarista. La lotta contro il militarismo e la guerra è un compito particolarmente urgente, specificamente la lotta per la dissoluzione della NATO.<br />
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3 Che giudizio dai delle elezioni europee e delle recenti elezioni in Portogallo e in Germania? E che giudizio dai del risultato del PCP e della CDU?<br />
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In Portogallo, le elezioni europee sono state le prime di un lungo ciclo elettorale, con le politiche il 27 settembre e le amministrative l&#8217;11 ottobre. Il PCP vi si è presentato in alleanza con il Partito Ecologico &#8220;I Verdi&#8221; in una coalizione elettorale, la Coalizione Democratica Unitaria, che ha contato anche con la partecipazione di molte migliaia di indipendenti. Il risultato più significativo delle elezioni al Parlamento Europeo è stata la clamorosa sconfitta del partito di Governo, il Partito Socialista, a causa del forte scontento generato dalla sua politica di destra. Da parte sua, la CDU ha aumentato i suoi voti e mantenuto i due deputati comunisti in un quadro di riduzione del numero di deputati assegnati al Portogallo.<br />
Non è facile fare un bilancio globale di queste elezioni in ambito europeo. Il fatto più notevole continua ad essere l&#8217;astensione, che riflette la presa di distanza del popolo da istituzioni opache e antidemocratiche. Le forze di destra e socialdemocratiche, che in alleanza hanno dominato il Parlamento Europeo e portato avanti la costruzione europea del grande capitale, continuano ad avere un&#8217;ampia maggioranza. L&#8217;estrema destra razzista e filofascista ha fatto passi in avanti. I partiti comunisti e le altre forze della sinistra anticapitalista hanno complessivamente tenuto le loro posizioni, anche se è vero che l&#8217;assenza dei comunisti italiani costituisce una perdita considerevole, e per la quale esprimiamo ai compagni di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani la solidarietà del PCP.<br />
Per ciò che concerne la Germania, tocca ai compagni del Partito della Sinistra e del DKP analizzare le elezioni politiche tedesche. È ovvio che l&#8217;SPD è stata penalizzata per i suoi servigi all&#8217;imperialismo tedesco nella coalizione con la Democrazia Cristiana di Merkel, e che il buon risultato della Linke, che salutiamo, riflette anch&#8217;esso degli spostamenti dovuti alla sterzata a destra della socialdemocrazia. Non crediamo però che si possano tirare dall&#8217;esperienza tedesca nè da nessun&#8217;altra, conclusioni di validità universale, e crediamo meno ancora all&#8217;idea, sollevata in Portogallo dal Blocco di Sinistra, che bisogna &#8220;ricomporre la sinistra&#8221; a spese dei comunisti e contro i partiti comunisti. Al contrario, pensiamo che i partiti comunisti abbiano un ruolo insostituibile e che la loro diluizione in uno spettro più ampio non può che nuocere alla lotta dei lavoratori e allo sviluppo del processo di trasformazione rivoluzionaria della società.<br />
 Per ciò che concerne le elezioni in Portogallo, consideriamo molto positivi i risultati del PCP e della CDU, sia per quello che sono, che per quello che rappresentano in quanto indirizzo positivo di consolidamento e aumento della loro forza elettorale.<br />
Bisogna tenere presente che abbiamo dovuto disputare tre elezioni in soli cinque mesi, che la nostra organizzazione ha dovuto fare grandi sforzi, che la differenza di mezzi è stata enorme e che la CDU è stata sistematicamente sminuita e discriminata dai media, che hanno gonfiato un&#8217;insopportabile bipolarizzazione tra PS e PSD (il più grande partito della destra) e che hanno favorito con sfacciataggine le forze politiche che potevano contendere il nostro spazio elettorale, come ad esempio il Blocco di Sinistra. La lotta ideologica che è stata imposta al PCP, presentato come qualcosa di &#8220;eccezionale&#8221; nel panorama politico europeo e come un &#8220;bersaglio da colpire&#8221;, è stata e continuerà ad essere molto pressante. Alle elezioni politiche, in cui abbiamo aumentato il numero di voti ed eletto un deputato in più, la CDU è stata bollata come il grande &#8220;sconfitto&#8221;. Alle amministrative, la perdita da parte della CDU della città di Beja, un municipio emblematico in cui vinceva dal 25 aprile [1974], è stata anch&#8217;essa presentata come una &#8220;sconfitta storica&#8221; omettendo il fatto che la CDU ha aumentato il numero di voti e ha perso soltanto a causa della confluenza e trasferimento di voti dalla destra sul PS. In questo contesto e nonostante i risultati meno positivi alle amministrative, valorizziamo molto i risultati raggiunti dalla CDU, che è stata e continua ad essere la grande forza della sinistra, con profonde radici nel popolo e forti posizioni nelle autonomie democratiche. Continuiamo ad avere la maggioranza in 28 municipi, abbiamo eletto più di 3500 candidati e siamo la prima forza nell&#8217;area metropolitana di Lisbona. Tutto questo in un quadro di forte bipolarizzazione.<br />
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4 La Socialdemocrazia è in crisi in tutta Europa. Ed anche in Portogallo ha perso la maggioranza assoluta. Che giudizio date sulla socialdemocrazia in Europa ed in Portogallo, e che rapporto avete voi con il PS?<br />
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La crisi della socialdemocrazia è il risultato della sua deriva verso la destra, deriva che si è accentuata con le sconfitte del socialismo e l&#8217;indebolimento del movimento comunista internazionale. Il suo ruolo storico nella collaborazione di classe e nella contenzione del movimento rivoluzionario è stato messo ancora più in evidenza. Praticamente tutti i partiti socialisti e socialdemocratici, particolarmente in Europa, si sono non soltanto arresi al neoliberismo, sono diventati essi stessi una colonna portante dell&#8217;imperialismo. Il fatto che all&#8217;Internazionale Socialista, per delle ragioni su cui non ci dilungheremo qui, accanto a partiti interamente servili al grande capitale, partecipino partiti e movimenti con orientamento progressista e persino antimperialista (e coi quali il PCP ha sempre avuto rapporti amichevoli), non cambia per niente questa realtà.<br />
In Portogallo, che ha vissuto una profonda rivoluzione sociale, il ruolo del PS è sempre stato quello di fare nella società capitalista tutto ciò che la stessa destra non era un grado di fare perchè gli mancava base sociale di sostegno. La storia del Dr.  Mário Soares è, in questo ambito, paradigmatica. E per quanto concerne la situazione attuale, il PS che 4 anni fa ottenne un grande sostegno elettorale per sconfiggere la destra (il partito di quello stesso Dr. Durão Barroso, che è stato appena rieletto Presidente della Commissione Europea), ha utilizzato la sua maggioranza assoluta per fare al governo la politica del grande capitale, scatenando contro i lavoratori e i loro diritti la più grande offensiva dal 25 Aprile [1974] e aumentando ancora di più la sottomissione del Portogallo ai dettami dell&#8217;Unione Europea e dell&#8217;imperialismo USA.<br />
Questa politica ha sollevato una fortissima resistenza popolare, e il PS ha subito una grande sconfitta nelle elezioni europee del 7 giugno. Anche se è riuscito ad essere il partito più votato alle politiche del 27 settembre, e José Sócrates è stato chiamato a formare il governo, ha perso la maggioranza assoluta e sarà costretto a fare un governo di minoranza.<br />
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 <br />
5 Con la vittoria del PS inizia una nuova stagione di opposizione e lotta, per una politica di “rottura e cambiamento”. Quali sono le battaglie che intendete fare e su quali temi caratterizzerete la vostra battaglia politica nel paese?<br />
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La nostra parola d&#8217;ordine di &#8220;rottura e cambiamento&#8221; corrisponde ad un contenuto concreto di grande spessore. Esprime la convinzione profonda del PCP secondo cui i gravissimi problemi dei lavoratori, del popolo e del paese &#8211; che precedono lo scoppio della crisi capitalista ma che questa ha esacerbato &#8211; possono essere risolti soltanto tramite una rottura con i 33 anni di politiche di destra, di restauro del potere dei monopoli e dell&#8217;imperialismo e con un cambiamento patriottico e di sinistra che richiede la (ri)nazionalizzazione del settore bancario commerciale e di altri settori chiave dell&#8217;economia, con un vero rispetto per il regime specificato nella Costituzione della Repubblica (nel cui preambolo viene ancora definito come obiettivo il socialismo) che contiene tutta una piattaforma economica e sociale profondamente progressista. Nessuna circostanza ci farà abbandonare quest&#8217; obiettivo di &#8220;rottura e cambiamento&#8221;, e qualsiasi piattaforma di intesa politica dovrà partire da questa realtà. Allo stesso tempo ci battiamo per misure concrete immediate che permettano di affrontare i problemi più urgenti che si pongono ai lavoratori ed ai ceti meno abbienti della popolazione. Perciò, proprio all&#8217;apertura della nuova legislatura, il 15 ottobre scorso, il Gruppo Parlamentare del PCP ha presentato (è stato il primo a farlo) un insieme articolato di disegni di legge, così mettendo in atto quanto previsto nel suo programma elettorale.<br />
Abbiamo presentato in Parlamento disegni di legge che sono bandiere di lotta nelle strade. L&#8217;indirizzo fondamentale dell&#8217;azione del PCP è di essere laddove vivono e lottano i lavoratori e di stimolare ed appoggiare le loro lotte. Innanzitutto sui luoghi di lavoro, laddove si trova il nocciolo del conflitto capitale/lavoro. Ma anche altrove, presso le popolazioni, gli agricoltori, i pescatori, i piccoli e medi imprenditori, le donne, i giovani, i pensionati, ed altri ceti popolari. Ci sono settori professionali &#8211; come i professori e gli statali &#8211; che hanno delle rivendicazioni molto sentite e che andranno in lotta per soddisfarle. È dovere dei comunisti esserci ed agire per rafforzare le strutture unitarie del movimento popolare e innanzitutto del movimento sindacale di classe. Oggi, come ai tempi difficili che precedettero la nostra rivoluzione liberatrice del 25 Aprile 1974, &#8220;la lotta di massa è il motore della rivoluzione&#8221;. È’ da qui che partiamo verso eventuali convergenze ed alleanze politiche, che in questo momento non si intravvedono all&#8217;orizzonte ma che il PCP persegue con coerenza, purchè queste siano basate sulla rottura e il cambiamento che il paese richiede e non su una fraseologia &#8220;di sinistra&#8221; vaga e illusoria che cerca soltanto di mascherare un adeguamento allo stato di cose esistente.</p>
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		<title>Pescara: Gasparri al premio Borsellino? Indecente</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina abbiamo partecipato a una legittima e sacrosanta manifestazione di protesta nei confronti di un esponente di una maggioranza di governo che conta nelle sue file personaggi indagati e condannati per reati connessi alla mafia e che sta conducendo da anni un attacco forsennato allo stato di diritto e all’indipendenza della magistratura.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright" title="protpescara" src="http://www.maurizioacerbo.it/blogs/wp-content/uploads/13456_192132512274_639887274_3963114_7921700_n1.jpg" alt="" width="604" height="453" />Stamattina abbiamo partecipato a una legittima e sacrosanta manifestazione di protesta nei confronti di un esponente di una maggioranza di governo che conta nelle sue file personaggi indagati e condannati per reati connessi alla mafia e che sta conducendo da anni un attacco forsennato allo stato di diritto e all’indipendenza della magistratura.</p>
<p>Le dichiarazioni rilasciate oggi da Gasparri confermano la giustezza della protesta.<br />
 <br />
Esprimiamo la nostra solidarietà a Leo Nodari che pare sia stato vittima di un’aggressione da parte di sconosciuti. Auspichiamo che siano al più presto individuati i responsabili.<br />
Teniamo a precisare che questo increscioso episodio non ha nulla a che fare con la protesta che si è svolta in maniera assolutamente pacifica. Deve essere accaduto in altro luogo e ogni strumentalizzazione è fuori luogo.<br />
Comunque davanti alla Provincia c’era stamattina una folta presenza delle forze dell’ordine che possono ben testimoniare i fatti. Inoltre ci sembra che il Palazzo di governo sia dotato di sistemi di videosorveglianza e, quindi, è piuttosto facile verificare quanto accaduto.<br />
 <br />
Maurizio Acerbo, consigliere comunale Pescara e regionale Abruzzo PRC<br />
 <br />
Viola Arcuri, segretaria cittadina Pescara PRC<br />
 <br />
Sandro Di Minco, consigliere provinciale Pescara PRC</p>
<p>segue il testo della lettera del fratello di Paolo Borsellino distribuita oggi nel corso della protesta.<span id="more-1835"></span><br />
 <br />
Prima consiglio la visione dell’ultima intervista a Paolo Borsellino: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DN9iM-7DSlo">http://www.youtube.com/watch?v=DN9iM-7DSlo</a><br />
 <br />
From: Salvatore Borsellino<br />
Sent: Sunday, November 01, 2009 4:01 PM<br />
 <br />
Subject: Premio Paolo Borsellino<br />
Il 19 luglio di quest’anno alcune centinaia di giovani e non, convenuti a Palermo a proprie spese da ogni parte d’Italia, armati soltanto di un’Agenda Rossa,, della loro rabbia e della loro voglia di Verità e di Giustizia hanno impedito che in Via D’Amelio, in quel luogo reso sacro dal sacrificio di Paolo, di Antonino, di Claudio, di Emanuela di Vincenzo e di Wallter ci venissero imposti per l’ennesima volta quei funerali di Stato che la famiglia Borsellino aveva rifiutato 17 anni fa nella consapevolezza che, se non altro, lo Stato aveva omesso di proteggere in maniera adeguata il Giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.<br />
E’ bastata la notizia che quelle persone avrebbero presidiato sin dalla mattina di quel giorno Via D’Amelio per far si che, per la prima volta in 17 anni,  nessuno degli avvoltoi che usavano, il 19 luglio, volteggiare sul luogo di quella strage si presentasse con le sue ipocrite corone di fiori, le sue finte lacrime e i suoi falsi discorsi di circostanza, a profanare ancora una volta Via D’Amelio.<br />
In quella via era stata preparata da uno di quei giovani la riproduzione di una lapide a Vittorio Mangano, l’eroe di questa disgraziata seconda repubblica, proclamato tale da Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi per indirizzare su questa lapide eventuali rappresentanti delle Istituzioni che avessero tentato di deporre i loro simboli di morte davanti all’olivo che, come simbolo di pace e di speranza, la mamma di Paolo ha fatto piantare nel luogo della strage.<br />
Per la prima volta in 17 anni quei politici che oggi  governano il nostro paese grazie agli equilibri politici nati dal sangue delle stragi del ‘92 e del ‘93 hanno avuto forse vergogna di se stessi oltre che paura  della rabbia di poche centinaia di persone, anche se armate solo di Agende Rosse, e nessuno di loro ha avuto il coraggio di presentarsi in Via D’Amelio.<br />
Quelle poche centinai di giovani sono diventati migliaia il 26 settembre a Roma in una manifestazione che, benché occultata dai quasi tutti i mezzi di informazione, ha riempito le vie di Roma, da Piazza Bocca della Verità a Piazza Navona, di migliaia di Agende Rosse levate in alto al grido ripetuto ed assordante di “Fuori la mafia dallo Strato”.<br />
Scacciati da Via D’Amelio quei politici vogliono domani, 2 Novembre, sfruttare la possibilità offerta loro da un premio intitolato a Palo Borsellino per andare a Pescara  a lustrare la loro squallida immagine accostandola a quella di un nome che non sono degni neanche di pronunciare.<br />
Oggi sappiamo che non di mancata protezione si è trattato 17 anni fa in Via D’amelio ma di una vera e propria strage di Stato, purtroppo l’ennesima nel  nostro paese. Strage organizzata da pezzi deviati dello Stato stesso per eliminare quel magistrato che si era opposto a quella scellerata trattava avviata tra lo Stato e l’antistato che oggi  le rivelazioni di collaboratori di giustizia e la impovvisata ritrovata memoria  di membri delle Istituzioni, che mi auguro siano chiamati a rendere conto del loro prolungato silenzio, stanno in maniera sempre più chiara portando alla luce grazie all’opera di magistrati coraggiosi che finalmente stanno per squarciare il velo che per anni ha coperto i veri responsabili di quella strage.<br />
Io e tutto il Popolo delle Agende Rosse che mi sostiene nella mia lotta di RESISTENZA per la Verità e la Giustizia, abbiamo appoggiato quella manifestazione a Roma, inserita nell’ambito dello stesso premio, in cui è stato conferito il premio ad una persona come Giovanna Maggiani Chelli, della Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di via dei Georgofili, che di un  premio intitolato a Paolo è sicuramente degna. Due ragazze, membri del nostro movimento, hanno personammente consegnato il premio alla Sig.ra Maggiani Chelli.<br />
Contesteremo però nella maniera più dura chi vorrà strumentalizzare il nome di Paolo Borsellino utilizzando un premio a lui intitolato per tentare di ripulire al propria immagine mentre nei discorsi e nelle azioni quotidiane legate alle proprie responsabilità di parlamentare o di membro del del governo contribuisce, attaccando anche e demonizzando la magistratura allo scopo di tutelare gli interessi del proprio padrone,  ad alimentare il puzzo del compromesso morale, dela contiguità e della complicità che ammorba l’aria del nostro paese.<br />
Clemente Mastella ha già avuto la decenza di rinunciare a partecipare all’incontro previsto nell’ambito del premio, lo stesso chiediamo che facciano altri rappresentanti delle Istituzioni, quali Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, altrimenti non potremo fare a meno di contestare la loro partecipazione a questo premio levando in alto le nostra Agende Rosse e gridando la nostra rabbia e la nostra indignazione.<br />
Rivolgo personalemte a Leo Nodari, che mi risulta essere tra gli organizzatori nel Premio e con il quale ho partecipato in passato a incontri per la Legalità e per la Giustizia a non volere, per il futuro inseguire riconoscimenti da parte delle Istituzioni mescolando per questo il sacro con il profano.<br />
Dove si ricorda , si commemora o si onora il nome di Paolo Borsellino vogliamo che si possa sentire solo un “fresco profumo di libertà” e niente altro.<br />
Salvatore Borsellino</p>
<p>Nota: dal blog maurizioacerbo.it</p>
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		<title>CUCCHI, SOPRALLUOGO AL ‘PERTINI’. PIZZO, PEDUZZI E SPENA: “ANCORA TROPPI PUNTI OSCURI”</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 22:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Troppe incertezze, troppi punti oscuri, troppi ‘non potevo’. La visita di questa mattina al reparto detenuti del ‘Pertini di Roma, invece di fornire chiarimenti, ci ha lasciato ancora più dubbiosi e perplessi. Il caso drammatico di Stefano Cucchi è macchiato da ombre che non si riesce a dipanare tra scaricabile di responsabilità, negligenza e confini [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1832&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>“Troppe incertezze, troppi punti oscuri, troppi ‘non potevo’. La visita di questa mattina al reparto detenuti del ‘Pertini di Roma, invece di fornire chiarimenti, ci ha lasciato ancora più dubbiosi e perplessi. Il caso drammatico di Stefano Cucchi è macchiato da ombre che non si riesce a dipanare tra scaricabile di responsabilità, negligenza e confini poco chiari sulle competenze di amministrazione sanitaria e penitenziaria”. Questa la dichiarazione congiunta dei consiglieri regionali del Lazio, Anna Pizzo (SeL) e Ivano Peduzzi (Prc) e dell’ex senatore Giovanni Russo Spena, che questa mattina hanno visitato il reparto detenuti dell’ospedale ‘Pertini’ dove è deceduto Stefano Cucchi.<span id="more-1832"></span> “E’ mai possibile  &#8211; si chiedono &#8211; che un medico, di fronte a un ragazzo che pesa 37 chili, che dicono avesse rifiutato cibo e acqua, non sia nelle condizioni di soccorrerlo e non avverta immediatamente i<br />
familiari? Ed è mai possibile che la polizia penitenziaria possa omettere al medico la richiesta dei parenti di far visita al ragazzo e di ottenere un colloquio sulle sue condizioni di salute? Proprio perché sappiamo che la sanità penitenziaria ricade nelle competenze della Regione – concludono – faremo tutto quanto è nelle nostre facoltà perché si faccia chiarezza sull’accaduto”.</p>
Posted in Documenti PRC Tagged: Giustizia, Peduzzi, Rifondazione, Russo Spena, Stefano Cucchi <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1832/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1832/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1832/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1832/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1832/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1832/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1832/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1832/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1832/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1832/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1832&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sempre più ultrà il Popolo delle libertà. La destra radicale avanza</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Saverio Ferrari su il manifesto del 01/11/2009
Il parapiglia era scoppiato subito. Appena il tempo per il ministro della Difesa Ignazio La Russa di farsi ritrarre dai fotografi a tagliare il nastro tricolore, all&#8217;ingresso del Lido di Milano, per inaugurare la festa nazionale del Popolo delle libertà, manco fosse un&#8217;opera pubblica, che subito erano volati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1823&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Saverio Ferrari su il manifesto del 01/11/2009</em></p>
<p>Il parapiglia era scoppiato subito. Appena il tempo per il ministro della Difesa Ignazio La Russa di farsi ritrarre dai fotografi a tagliare il nastro tricolore, all&#8217;ingresso del Lido di Milano, per inaugurare la festa nazionale del Popolo delle libertà, manco fosse un&#8217;opera pubblica, che subito erano volati gli schiaffoni. Causa scatenante i banchetti che distribuivano gadget e materiale politico, in gran parte gestiti dagli ex di An. Pieni di libri fascisti secondo i forzaitalioti. Una rissa. Protagonisti, da una parte, l&#8217;assessore provinciale Paolo Del Nero, spalleggiato dalla responsabile della comunicazione Laura Ravetto, ex di Fi, dall&#8217;altra, Gianni Stornaiuolo, uomo tuttofare di Ignazio La Russa, oggi in consiglio provinciale.<span id="more-1823"></span></p>
<p>Ad avere la peggio sembrerebbe sia stato Del Nero. Surreali le invettive lanciate: «Sei un antifascista!» . Difficile dubitare da quale bocca sia uscita questa frase. Alcune cronache hanno addirittura parlato di un calcio sferrato dallo stesso La Russa a un banchetto di ex di Forza Italia. La festa, ufficialmente Festa della libertà, non era stata al centro di polemiche solo per questo episodio. Causa egemonia degli aennini era stata snobbata dagli ex Dc e dagli ex Psi di Forza Italia, e boicottata dai ciellini di Formigoni. Questo accadeva a fine settembre.<br />
All&#8217;origine delle tensioni il rimpolpamento della componente di An nell&#8217;ultimo anno. Prima l&#8217;ingresso, nel settembre 2008, del gruppo di Roberto Jonghi Lavarini, Destra per Milano, che da sempre rivendica la propria ammirazione per Pinochet e per l&#8217;ex regime segregazionista sudafricano, poi, nel febbraio di quest&#8217;anno la confluenza di un pezzo di Cuore nero (qualche decina di militanti) capitanato da Matteo &#8220;Stizza&#8221; Pisoni, celebrata con tanto di concerto nazirock alla presenza di Carlo Fidanza, capogruppo di An in consiglio comunale. Infine l&#8217;arrivo di Lino Guaglianone, ex Nar, membro della famigerata «banda» Cavallini, condannato per banda armata e associazione sovversiva. Innesti che si sono saldati, da un lato, con Destrafuturo (è il caso di Lavarini), neonata «corrente politico-culturale» tesa a perseguire «il cammino della tradizione autentica», animata da Michele Puccinelli e Dario Vermi, già vice presidente della provincia con Ombretta Colli, e dall&#8217;altro, con Fare Occidente, area fondata dai consiglieri regionali Romano La Russa e Roberto Alboni con il consigliere comunale Marco Osnato, con l&#8217;obiettivo di rappresentare «i valori della cultura occidentale, ed italica in particolare, con un chiaro richiamo alle tradizioni del nostro passato». Colpisce l&#8217;uso di un linguaggio tutto missino, come se il Pdl non fosse mai nato. Comunque per entrambe le correnti, alleate fra loro e assai critiche verso Fini, il punto di riferimento rimane La Russa, un tempo «padrone» di An in Lombardia e ora fra i tre coordinatori nazionali del Pdl. A fare da contorno altre piccole realtà, come Destra libertaria di Luciano Buonocore, uscito da La Destra con un gesto clamoroso, nelle ultime elezioni politiche. In procinto di ritornare, ma già di fatto nel Pdl, Daniela Santanchè. Per lei in discussione solo quale ruolo, se sottosegretario o consigliera regionale.<br />
Il reclutamento non sembrerebbe comunque essere appannaggio solo degli aennini. La destra cattolica integralista milanese, infatti, si muove ormai da tempo nell&#8217;orbita ciellina, da Alleanza cattolica (la sezione italiana del movimento clerico-fascista Tradizione, Famiglia e Proprietà), ai consiglieri Mardegan, Michele e Nicolò, padre e figlio, l&#8217;uno in comune e l&#8217;altro in consiglio provinciale, fino al Circolo La Rocca di Benedetto Tusa, un tempo nel gruppo La Fenice di Giancarlo Rognoni e Nico Azzi, condannati entrambi per la tentata strage sul treno Genova-Roma del 7 aprile 1973. Il Pdl a Milano come un possibile approdo anche per le destre estreme.</p>
Posted in rassegna stampa, segnalazioni Tagged: AN, antifascismo, destra radicale, Il Manifesto, La Russa, PdL, Saverio Ferrari <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1823/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1823/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1823/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1823/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1823/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1823/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1823/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1823/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1823/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1823/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1823&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Vede un comunista, rischia la galera</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 16:39:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venezia, era ai domiciliari e non doveva frequentare pregiudicati. Nella sede di Rc ce n’era uno
di Alberto Zorzi, sul Corsera edizione Veneto del 31 ottobre 09
VENEZIA – Più di tutto, poté (o meglio rischiò di potere) la politica. Perché lui, a sentire tutti, era un «detenuto» modello: andava con regolarità al Sert per curare la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1820&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Venezia, era ai domiciliari e non doveva frequentare pregiudicati. Nella sede di Rc ce n’era uno</strong></p>
<p><em>di Alberto Zorzi, sul Corsera edizione Veneto del 31 ottobre 09</em></p>
<p>VENEZIA – Più di tutto, poté (o meglio rischiò di potere) la politica. Perché lui, a sentire tutti, era un «detenuto» modello: andava con regolarità al Sert per curare la sua tossicodipendenza, lavorava presso la cooperativa «Rio Terà dei Pensieri», che permette ai detenuti di fare attività manua­li esterne al carcere, così come contenta di lui era anche la direzione della Casa del­l’ospitalità Sant’Alvise di Venezia. A rischia­re di farlo ritornare in carcere è stata invece la sua passione per Rifondazione comuni­­sta, anche se il suo avvocato Florindo Cecca­to è riuscito a farlo scarcerare in tempi re­cord.<span id="more-1820"></span></p>
<p>Protagonista di una vicenda quasi kafkia­na è Riccardo Carnielli, 51 anni, giudecchi­no. Nel febbraio del 2008 nella rivendita di alimentari da lui gestita in fondamenta del­le Capucine, a Cannaregio, i carabinieri tro­vano quattro etti di cocaina e un etto di hashish. Viene arrestato e nel maggio suc­cessivo patteggia di fronte al gip veneziano Antonio Liguori una pena di quattro anni e due mesi di reclusione, da scontare ai domi­ciliari. Nei mesi successivi però Carnielli si comporta bene e ottiene la misura più lieve dell’affidamento in prova ai servizi sociali, con la prescrizione però di non intrattener­si con pregiudicati. Ma «pregiudicato» è chi, anche in passato, abbia ottenuto una sentenza di condanna&#8230; ed è qui che capita l’inverosimile.</p>
<p>Carnielli frequenta infatti spesso il circo­lo della Giudecca di Rifondazione comuni­sta e in quella sede, in un giorno di fine set­tembre, i carabinieri lo vedono mentre par­la con Massimo Fantinelli: 46 anni, venezia­no pure lui, è un consigliere del circolo, ma nel lontano 1988 era stato condannato per un furto. Un «pregiudicato», dunque. E co­sì lo scorso 1 ottobre il magistrato di sorve­glianza sospende il beneficio e dunque Car­nielli rischia di dover tornare dietro le sbar­re. L’avvocato Ceccato si oppone ed ottiene un’udienza a breve termine, che si è cele­brata martedì scorso, con un collegio guida­to dal presidente Giovanni Tamburino: il giorno successivo il tribunale ha sciolto la riserva, dandogli ragione. Carnielli ha infatti spiegato che non ne sapeva nulla, che per lui Fantinelli era sem­plicemente un referente politico, che lui tra l’altro era andato ad abitare alla Giudecca solamente nel 1993, dunque 5 anni dopo la sua condanna. Il suo legale ha prodotto tut­te le referenze a lui favorevoli e anche un atto del circolo in cui risultava la firma di Fantinelli come consigliere, proprio a dimo­strazione del fatto che Carnielli era assoluta­mente in buona fede e non certo intento a delinquere di nuovo. Ora l’uomo è tornato alla sua condizione precedente. E chissà se si azzarderà ancora a frequentare il partito.</p>
Posted in rassegna stampa, segnalazioni Tagged: corsera, Rifondazione, Venezia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1820/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1820&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Micheletti cede alle pressioni nordamericane</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 01:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando manca solo un mese per le elezioni, il presidente golpista dell’ Honduras, Roberto Micheletti, ha accettato un accordo per far ritornare il presidente costituzionale, Manuel Zelaya al potere, previo consenso del Congresso, per porre fine alla crisi, si legge in un comunicato.
“Questa concessione è molto sospetta, ha detto un membro – che non vuole [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1811&subd=gcenna&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Quando manca solo un mese per le elezioni, il presidente golpista dell’ Honduras, Roberto Micheletti, ha accettato un accordo per far ritornare il presidente costituzionale, Manuel Zelaya al potere, previo consenso del Congresso, per porre fine alla crisi, si legge in un comunicato.<span id="more-1811"></span></p>
<p>“Questa concessione è molto sospetta, ha detto un membro – che non vuole essere identificato &#8211; della resistenza, parlando con Cubadebate per telefono.</p>
<p>“Il golpismo necessita Zelaya nel Palazzo di Governo, fosse anche solo per bere una tazza di caffè”.</p>
<p>Le forze della repressione del regime fascista in Honduras continuano ad aggredire le manifestazioni pacifiche a favore del legittimo presidente del paese, ha reso noto Telesur e ci sono stati vari feriti, giovedì 29, ed almeno 10 detenuti, ha denunciato il dirigente contadino e leader del Fronte della Resistenza contro il colpo di Stato, Rafael Alegría.</p>
<p>Micheletti ha emesso la sua dichiarazione 10 ore dopo il reinizio del dialogo tra le parti, dopo quasi una settimana di sospensione per il disaccordo sulla restituzione di Zelaya, esiliato con la forza il 28 giugno, e dopo l’intensa pressione internazionale, includendo il recente viaggio di Thomas Shannon.</p>
<p>“Sulla possibile reintegrazione di Zelaya alla presidenza ( …) il mio governo ha deciso d’appoggiare una proposta che permetta un voto nel Congresso Nazionale con una previa opinione della Corte Suprema di giustizia per retroattivare tutto il potere esecutivo”, ha precisato Micheletti.</p>
<p>“Abbiamo sempre detto che è la Corte Suprema di Giustizia che deve decidere il possibile ritorno del Signor Zelaya e capiamo che il nostro popolo reclama di superare questa pagina della storia che sta vivendo Honduras”.</p>
<p>Un altro punto dell’accordo riguarda la formazione di un governo di riconciliazione, la negazione dell’amnistia politica, la realizzazione delle elezioni il 29 novembre ed il trasferimento dell’autorità delle Forze Armate al Tribunale Supremo Elettorale, tra gli altri punti.</p>
<p>Le due parti hanno accordato di creare una Commissione di verifica per il compimento dei punti d’accordo, oltre ad una Commissione verità che faccia investigazioni sui fatti avvenuti durante e dopo il colpo di Stato che ha deposto Zelaya.</p>
<p>“Chiediamo alla comunità internazionale di derogare tutte le sanzioni contro l’Honduras e d’inviare osservatori internazionali alle elezioni presidenziali del 29 novembre”, ha detto ancora Micheletti.</p>
<p>“Speriamo che questo accordo permetta d’ottenere una riconciliazione tanto necessaria e desiderata dagli honduregni”.</p>
<p>Micheletti ha ringraziato intensamente per il contributo degli Stati Uniti, della OEA e del presidente della Costa Rica, mediatore iniziale della crisi, Oscar Arias, autore del progetto approvato questo giovedì dalla Commissione per i negoziati, di Zelaya e Micheletti. (Traduzione Granma Int.)</p>
Posted in Esteri, segnalazioni Tagged: Honduras, Micheletti, OEA, Zelaya <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcenna.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcenna.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcenna.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcenna.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcenna.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcenna.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcenna.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcenna.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcenna.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcenna.wordpress.com/1811/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcenna.wordpress.com&blog=598767&post=1811&subd=gcenna&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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