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I figli so pezzi e KORE

11 aprile 2010

PARENTOPOLI. Identikit dei docenti della Libera università di Enna

Dalla moglie di Cuffaro, Giacoma Chiarelli, alla figlia e nipote di Rabbito. Ecco il lungo elenco di prof con parenti eccellenti o tessere di partito.

Enna. Il suo nome è UKE. Acronimo, di Università Kore Enna. Nel 2005, per ottenere il riconoscimento di “Libera università privata” – e sollecitare l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti a firmare il decreto istitutivo – il senatore Mirello Crisafulli del PD, insieme a un drappello di “fedelissimi” organizzò le barricate all’ingresso dell’autostrada Catania-Palermo.
Tra i manifestanti c’era pure Cataldo Salerno, allora Presidente della Provincia, oggi alla presidenza della UKE. Un traguardo che ha reso meno amara la condanna a 5 mesi che si è beccato, insieme a Crisafulli, per interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Del resto, la libera Università Kore di Enna, nel più piccolo capoluogo d’Italia (di neanche 28 mila abitanti), è sempre stata un “feudo” per chi per anni ha tirato le fila della politica locale: il senatore ennese Crisafulli. E tranne una sparuta pattuglia di professori strutturati, il resto dei docenti è, stato costituito da incaricati a tempo determinato, i cui cognomi talvolta richiamano i bel mondo della politica sicula: da Giacoma Chiarelli, moglie dell’ex governatore Totò Cuffaro, docente a contratto di Malattie dell’apparato cardiovascolare, ad Enzo Marinello (deputato in quota PD, vicino al parlamentare agrigentino Angelo Capodicasa) ricercatore alla facoltà di Scienze economiche. Dal deputato nazionale “bersaniano” di catania Giuseppe Berretta (area Finocchiaro), che insegna diritto del Lavoro, al docente di Economia Elio Rossitto (già ideologo dell’MPA).
La Kore, tra l’altro, pur essendo “privata”, di fatto va avanti con finanziamenti pubblici circa 3 milioni di euro l’anno, li scuce la Regione siciliana i cui deputati se vogliono terminare in fretta la loro carriera universitaria possono avvantaggiarsi di una convenzione con l’Università del rettore Salvò Andò che riconosce loro 60 crediti. Altri 700 mila euro, alla Università “privata” ennese, li sgancia la Provincia (e 100 mila il Comune di Enna). In passato, nella partita dei finanziamenti all’Università, era entrata persino l’Asi, l’area di sviluppo industriale guidata da Gaetano Rabbito. Mentre il resto dei finanziamenti, vengono introitati dalle rette pagate dagli iscritti, che quanto all’importo sono seconde solo a quelle della Bocconi.
Quali che siano i requisiti per poter essere assunti come personale impiegatizio a la Kore, un dato è certo: scorrendo i nomi dei dipendenti della Kore, il titolo per l’accesso più in voga alla Università privata Kore, sembra essere la stretta parentela con esponenti politici locali di centro-sinistra o la tessera di partito (soprattutto del PD).

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL SEGUENTE LINK (PAGINA 30-31):

http://www.centonove.it/arretrati/2010/13/index.html

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