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Amnesty International chiede un’indagine sull’uccisione degli attivisti a bordo della flotta diretta a Gaza

31 maggio 2010
Amnesty International ha chiesto al governo israeliano di aprire un’inchiesta immediata, credibile e indipendente sull’uccisione, compiuta dalle sue forze armate, di almeno 10 attivisti a bordo di una flotta che protestava contro il blocco della Striscia di Gaza.
“Appare chiaro che le forze israeliane hanno fatto ricorso alla forza eccessiva” – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. “Israele afferma che le sue forze hanno agito per autodifesa, essendo state attaccate, ma non è credibile sostenere che il livello di forza letale impiegato fosse giustificabile. Esso appare del tutto sproporzionato rispetto alla minaccia affrontata”.
Amnesty International ha chiesto alle autorità israeliane di rendere subito pubbliche le regole d’ingaggio impartite alle truppe che hanno compiuto questo attacco letale.
“Gli attivisti sulle navi avevano reso evidente che il loro scopo primario era quello di protestare contro il continuo blocco di Gaza, che costituisce una punizione collettiva e, in quanto tale, una violazione del diritto internazionale” – ha proseguito Smart.
Da circa tre anni Israele, che è la potenza occupante della Striscia di Gaza, attua una politica che impedisce ogni movimento di cose e persone, con l’eccezione dei beni più indispensabili dal punto di vista umanitario, che vengono importati da agenzie di aiuti internazionali. Solo una parte dei pazienti che hanno bisogno di cure mediche fuori da Gaza viene autorizzata a uscirne. Decine di persone sono morte mentre attendevano l’autorizzazione a viaggiare da parte israeliana.
“Il blocco non è diretto contro i gruppi armati, piuttosto punisce l’intera popolazione di Gaza limitando l’ingresso di cibo, forniture mediche, materiale scolastico e da costruzione. Non sorprende, quindi, che il suo impatto si ripercuota sulla parte più vulnerabile della popolazione di Gaza: i bambini e le bambine, le persone anziane e quelle ammalate” – ha proseguito Smart.
“Il blocco costituisce una punizione collettiva ai sensi del diritto internazionale e dev’essere rimosso immediatamente” – ha concluso Smart.
Israele ha l’obbligo di diritto internazionale di assicurare il benessere della popolazione di Gaza, compresi i diritti alla salute, all’istruzione, al cibo e a un alloggio adeguato.
Roma, 31 maggio 2010
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