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FIAT POMIGLIANO: EPIFANI, PARTITO DEMOCRATICO E ITALIA DEI VALORI CON MARCHIONNE.

17 giugno 2010

Fiat di Pomigliano: dopo la firma dell’accordo separato, rilanciamo la mobilitazione nazionale!

La partita che si sta giocando in questi giorni alla Fiat di Pomigliano D’Arco ha un rilevanza che travalica i cancelli dello stabilimento e riguarda il futuro di tutti i lavoratori in Italia.
Al di là infatti di quello che Marchionne ha ripetuto nelle scorse settimane, non ci troviamo di fronte ad una proposta di accordo, ma ad un ricatto non negoziabile, in cui dietro la possibilità di poter produrre la Panda nello stabilimento di Pomigliano ci è stato chiesto di lavorare come schiavi, negandoci ad esempio il diritto alla pausa e alla malattia, rinunciare al diritto di sciopero e alle normative previste dal contratto nazionale.
Si tratta di richieste inaccettabili che rispediamo al mittente, i lavoratori in questi anni hanno già dato, e fin troppo, in termini di flessibilità e diritti.
Il fatto che Fim-Uilm-Ugl e Fismic abbiano firmato un accordo separato, accettando tutte le richieste dell’azienda, è l’ennesima dimostrazione di come queste sigle sindacali abbiano completamente abbandonato qualsiasi tentativo di tutelare gli interessi dei lavoratori.
Non è un caso che tanto la Marcegaglia quanto Sacconi abbiamo preso ad esempio la vertenza Pomigliano per l’instaurarsi di nuove e moderne relazioni tra le parti sociali, magari realizzando il loro sogno di arrivare ai contratti individuali e cancellare il ruolo del sindacato come strumento per organizzare il conflitto dei lavoratori.
E infatti dal punto di vista politico questa intesa ha proprio questo obiettivo: creare un accordo capestro che possa servire da apripista per peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro, smantellare ulteriormente il contratto nazionale e il diritto di sciopero, passando anche sopra ai più elementari diritti costituzionali.
Facciamo inoltre notare come insieme alla sponsorizzazione del governo la Fiat incassa il sostanziale e vergognoso appoggio del PD; la stessa Italia dei Valori, che pure si dichiara contraria all’accordo, loda Marchionne per le sue capacità manageriali e lo invita a dialogare con i lavoratori auspicando un ritorno alla concertazione malgrado i suoi fallimenti sul campo.
Con la firma dell’accordo si apre una nuova fase della vertenza che, in continuità a quello che abbiamo fatto in questi mesi, ci vedrà impegnati insieme a tutti i lavoratori disposto a mobilitarsi per respingere l’accordo separato e a contrastare il referendum farsa che Fiat e i sindacati filo padronali vogliono fare, come se si potesse votare in un unico stabilimento per cambiare il contratto nazionale, e per di più con una pistola puntata alla tempia.
Un referendum, promosso e preparato dall’azienda, di cui a oggi, a pochi giorni dallo svolgimento, non si conoscono le modalità, né il quesito, mentre i capi già stanno girando nei reparti per chiedere singolarmente ai lavoratori se sono favorevoli o meno all’accordo.
Un referendum illegittimo che viene preparato mentre si sceglie scrupolosamente di non far entrare in fabbrica a lavorare i delegati e i militanti della FIOM, per evitare che possano discutere con i lavoratori.
È a dir la verità paradossale come coloro che oggi fanno appello al referendum siano gli stessi che hanno firmato a livello nazionale l’accordo separato sul contratto, senza coinvolgere in nessun modo i lavoratori.
Per questo riteniamo inaccettabili le stesse posizioni che la CGIL è andata ad assumere su questa vertenza.
Alle dichiarazioni di Epifani, secondo cui al referendum i lavoratori andranno a votare e voteranno si, si è aggiunta l’iniziativa della CGIL Campania e Napoli, che hanno addirittura fatto un appello formale ai lavoratori a votare si! Arrivando quindi alla stessa posizione di chi ha sottoscritto l’accordo e sconfessando apertamente la FIOM.
L’esito della battaglia di Pomigliano farà scuola ed è per questo che, a partire dagli appuntamenti lanciati dalla FIOM, bisogna mettere in campo una mobilitazione massiccia che coinvolga l’intero gruppo Fiat, compreso l’indotto, e riprendere il coinvolgimento del territorio di Pomigliano, affinchè questa battaglia venga combattuta fino all’ultimo minuto.
Proprio per questo accogliamo come dato sicuramente positivo la raccolta di firme in sostegno alla lotta di Pomigliano avviata alla Fiat di Mirafiori, come primo segnale importante per coinvolgere il resto del gruppo Fiat. Così come lo sciopero alla Sevel della Val di Sangro.
Abbiamo bisogno che la mobilitazione coinvolga l’insieme dei lavoratori, a partire ovviamente dai metalmeccanici, attraverso la costruzione di assemblee nei luoghi di lavoro, iniziative e mobilitazioni in sostegno alla lotta in tutta Italia.
Una mobilitazione nazionale, con manifestazioni, scioperi e picchetti, che metta in campo tutta la volontà di resistere dei lavoratori in questo Paese.

Partito della Rifondazione Comunista –
Circolo Fiat Auto –Avio Pomigliano D’Arco
pomiglianoinlotta@gmail.com
per info tel 3200507959


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